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L`emigrazione italiana verso l`America e la conseguente diffusione di organizzazioni di stampo mafioso, hanno radici e motivi storici ben definiti; una serie di circostanze, tra cui la scarsa accoglienza riservata agli immigranti e la nascita del Proibizionismo, permisero a queste organizzazioni malavitose di approfittarsi della situazione, ed espandersi da Chicago sino a tutte le più grandi metropoli americane. Nonostante si sia senza dubbio trattato di un periodo violento e tragico sotto molti aspetti, è innegabile che esso abbia ispirato moltissimo l`universo letterario e cinematografico, muovendo diversi artisti alla creazione di veri e propri capolavori. Il mondo videoludico, dal canto suo, ha conosciuto con il primo Mafia, rilasciato ben sette anni fa, un`opera di grande spessore, che, miscelando abilmente un`ambientazione aperta ad un`intensa narrazione lineare, riuscì ad affascinare critica e pubblico, consacrandosi come uno dei migliori titoli PC di sempre. L’atmosfera da gangster story matura e cinematografica si contrappose allo stile al tempo ben più scanzonato del rivale Grand Theft Auto, e l’eccezionale riproduzione delle atmosfere degli anni ‘30 chiuse il cerchio, siglando un prodotto unico nel suo genere. Da allora in ambito videoludico le cose sono cambiate non poco, e la creazione di un sequel efficace che si inserisse a dovere nella corrente generazione, ha presentato per gli sviluppatori di 2K Czech ben più di una sfida.
La presentazione tenutasi presso gli studi 2K di Londra ha rivelato un prodotto già sufficientemente maturo da potersi mostrare nonostante lo status di Pre-Alpha: ci è stato possibile osservare da vicino lo svolgimento di un`intera missione di gioco, che ha fatto luce su molti aspetti di questo atteso seguito.
Tutta un`altra storia
Pur proponendosi come sequel, Mafia II non continua la storia narrata nel predecessore, ma cambia personaggi e location, proponendo questa volta Empire City, metropoli fittizia ispirata alle grandi città della East Coast, in particolare New York. Il giocatore si troverà nei panni di Vito Scaletta, giovane italo americano di umili origini, che fresco di ritorno dai campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale, prova il forte desiderio di vivere una vita agiata, in netta contrapposizione con il suo passato di stenti. Questi desideri lo porteranno ad unirsi a Joe Barbaro ed Henry Tomasino, al servizio del boss mafioso DeLuca. Le prime sequenze di gioco ci hanno permesso di apprezzare una delle vie di Empire City, che da subito si distingue per l’ottimo livello di dettaglio: la qualità e la varietà nel design dei passanti la fanno da padrone, calando il giocatore in un ambiente visivo e sonoro convincente, fatto di strilloni che vendono giornali, lustrascarpe e passanti vestiti nei modi più diversi. La città presenterà un`estensione di circa 25 chilometri quadrati, e sarà divisa in quartieri tra loro differenti per look e frequentazione, dalla downtown commerciale al suburb.
An ordinary day in Empire City
Nelle fasi mostrate, si vede Vito raggiungere Joe ed un terzo giovanissimo scagnozzo; la sequenza di guida che segue permette di farsi un’ottima idea della gran varietà di differenti architetture che Empire City presenta; il volume del traffico è convincente, così come l’alto numero di passanti. Si giunge così nel parcheggio sotterraneo di un albergo, al cui 15° piano sta per avere luogo un importante meeting, presieduto dal Don della famiglia rivale dei Clemente, occasione perfetta per un bel botto. Mentre il guidatore aspetta paziente in macchina, Vito e Joe si fanno strada verso il tetto, dove si scatena la prima sparatoria con delle guardie che non si fanno convincere dalle uniformi da lavavetri. Oltre alla fedele riproduzione delle armi, si nota l’implementazione di un intuitivo sistema di copertura di stampo classico che permette di sporgersi e far fuoco con precisione grazie al mirino in sovraimpressione; il fatto che esso fosse l’unico elemento visibile dell’interfaccia di gioco non è dovuto ad una scelta, ma alla sua natura ancora provvisoria: nella versione definitiva saranno implementati gli indicatori relativi alle munizioni ed all’arma impugnata. La salute, invece, si rigenera automaticamente, e non necessita dunque di una barra; come è ormai consuetudine per molti titoli action, ogniqualvolta si viene colpiti lo schermo si colora gradatamente di rosso.
Con un piccolo salto temporale, si passa ad un’altra sparatoria, quella che si scatena all’interno dell’albergo a seguito dell’esplosione della bomba, che purtroppo non ha messo a riposo Don Clemente, il quale si era fortuitamente preso una pausa toilette durante l’attentato. Da notare la buona intelligenza artificiale dei nemici, che oltre a defilarsi dal fuoco sono in grado di realizzare coperture improvvisate rovesciando ad esempio un tavolo.
L’ambiente interno, molto più ricco di dettaglio rispetto ai tetti, consente di apprezzare la buona simulazione della fisica, che permette di distruggere una buona parte degli oggetti, come bottiglie e separé di vetro. Per quanto durante i concitati scambi a fuoco sia difficile notarlo, davvero notevole è la cura riposta nella riproduzione dell’arredamento del tempo: diversi tipi di moquette, lampadari, divanetti, la sala bar, tutto si amalgama in un’atmosfera perfettamente anni `50. E` possibile notare anche l`utilizzo piuttosto abbondante di script, che contribuiscono ad accentuare la sensazione cinematografica, come ad esempio il crudo “defenestramento” di uno scagnozzo da parte del buon Joe. Lo scontro a fuoco continua nel locale lavanderia, fino a raggiungere l’agognata macchina; la fuga sulle quattro ruote lascia al giocatore il compito di guidare, mentre i compagni si occupano di tenere a bada gli inseguitori.
The Mafia Experience
Questa “missione tipo” ha restituito efficacemente l’idea di come si presenterà il gioco, ovvero un titolo d’azione con una forte componente narrativa, che si sviluppa all’interno di un ambiente cittadino liberamente esplorabile, completo di chance esplorative tra cui negozi e missioni secondarie. La mappa di Empire Cty si presenterà simile a quella dei più comuni titoli con ambiente aperto, segnalando i punti d`interesse e i luoghi dove prendere nuovi incarichi; è stata inoltre confermata la presenza di checkpoint durante lo svolgimento delle missioni, che vi risparmieranno dal cominciare tutto da capo. A proposito di free roaming, è stata confermata una massiccia presenza di polizia per le strade di Empire City; gli agenti risponderanno alle azioni del giocatore in maniera consona e un po` meno eccessiva di quanto visto nel predecessore. Ogni aspetto è stato curato, considerando anche il Porto D`armi, che una volta ottenuto permetterà di girare armati senza farsi notare troppo. La giusta quantità di denaro potrà naturalmente risolvere le situazioni piu` “leggere”, anche se qualora l`arresto diventasse uno sport un po` troppo di moda, i poliziotti cominceranno ad avere una descrizione vostra e del vostro veicolo dandovi la caccia a vista, rendendo dunque necessario un cambio d`abito ed una bella riverniciata al mezzo.
Dal punto di vista narrativo, la storia presenterà alcuni balzi temporali che permetteranno di esplorare Empire City sia negli anni `50 che `40; non e` ancora chiaro se questo avverrà tramite un flashback o in maniera cronologica, quello che invece è certo è che la città mostrerà sostanziali differenze. La storia presenterà inoltre diverse scelte morali, che vi porteranno a 4 differenti finali, ma solo dopo almeno 15 ore di gioco, che potranno arrivare a 20 per gli esploratori più accaniti. Per quanto riguarda i negozi, sarà possibile acquistare nuovi abiti ed elaborare il parco macchine, sia esteticamente sia quanto a prestazioni. L’ottimo livello registico e interpretativo delle cut scenes conferma, inoltre, la grande importanza che gli sviluppatori danno alla componente cinematografica, proponendo oltre due ore di sequenze di intermezzo con chiara ispirazione filmica, in particolare a mostri sacri del calibro di “Quei Bravi Ragazzi” di Scorsese.


E’ tempo di tornare sui campi di battaglia della Cina mitologica per rivivere ancora una volta il dramma della caduta dell’Impero e della guerra civile, che vide emergere dal caos tre grandi condottieri, che si contesero il potere con la forza delle armi e dell’astuzia.
Coraggio, amore, guerra, tradimenti… nessuno di questi ingredienti manca al sesto capitolo della saga di Dynasty Warriors: basterà ad invogliarci a tornare a combattere la solita, vecchia guerra?
Guerrieri cinesi
Nel caso improbabile che esista ancora qualcuno nell’universo che non conosca il franchise, cominciamo con una breve presentazione.
Dynasty Warriors è un gioco ambientato nella Cina mitologica descritta in un famoso romanzo storico, “La storia dei Tre Regni”. Le vicende narrano della caduta dell’imperatore e del caos che a questa segue, con tre fazioni che si affrontano per conquistare il potere supremo e riunificare il paese: Shu, Wu e Wei. Ognuno dei regni guerrieri può vantare tutta una serie di eroi e condottieri a capo delle proprie armate, molti dei quali liberamente impersonabili dal giocatore: il che significa decine di scelte messe a disposizione dell’utente, per una longevità teoricamente infinita.
Concretamente il titolo è un picchiaduro di massa, che mette il personaggio utilizzato dal giocatore contro decine di avversari contemporaneamente; un numero elevato di nemici a parziale compensazione di un’intelligenza artificiale quantomeno deficitaria.
Una formula semplice, ma divertente ed in qualche maniera molto affascinante, che ha garantito alla saga di Koei una lunga e proficua carriera videoludica, nonostante l’uscita a ripetizione di titoli quasi del tutto identici gli uni agli altri, salvo qualche piacevole eccezione.
Anche questo sesto capitolo ripercorre le stesse vicende, dalla rivolta dei Turbanti Gialli fino alla vittoria di uno dei tre leader. Tra l’altro, probabilmente a causa della familiarità del pubblico orientale con l’argomento trattato, la narrazione durante il gioco non risulta comunque troppo esaustiva e per comprendere appieno le vicende risulta comunque necessario consultare l’apposita enciclopedia testuale inclusa, per fortuna interamente localizzata in italiano.
La nuova generazione
Dynasty Warriors 6 è il primo episodio della serie espressamente pensato e realizzato per la nuova generazione di console, che finora si era dovuta accontentare di mediocri adattamenti delle versioni Playstation 2.
Il primo a beneficiare della novità risulta, ovviamente, il comparto tecnico. Per dare forma visibile a questo rinnovamento della saga, alla Koei hanno pensato bene di rivedere il look esteriore dei vari protagonisti, da troppo tempo sempre uguali. Così si è passati da lievi ritocchi (tipo Cao Cao e Liu Bei), a modifiche significative (tipo Diao Chan, che ora combatte con una frusta) per arrivare a veri e propri stravolgimenti (come quello che colpisce il crudele Dong Zhuo, totalmente rivisto nell’aspetto). Anche le animazioni sono totalmente rifatte, con sessioni di motion capture realizzate con l’apporto di veri esperti di arti marziali: il risultato sono personaggi più credibili e molto meno legnosi nei movimenti rispetto al passato.
Il nuovo motore grafico presenta un apprezzabile grado di dettaglio, numerosi “effetti speciali” si accompagnano ai nostri attacchi, ma soprattutto gestisce un numero ancora più elevato di nemici su schermo, anche se a fronte di qualche occasionale rallentamento: sotto questo aspetto la versione per Playstation 3 sembra risentire maggiormente del problema rispetto a quella per Xbox 360.
Sparisce finalmente il nebbione onnipresente in buona parte dei vecchi episodi, sostituito da una linea dell’orizzonte impensabile finora per la sua profondità. D’altronde è anche vero che spesso gli avversari compaio comunque dal nulla, invece di vederli arrivare da lontano, così come non mancano fenomeni di pop-up, anche se decisamente più limitati che in passato.
Gli scenari sono in totale una ventina e sono stati completamente rivisti rispetto al passato, anche se la varietà risulta un poco limitata. In generale appaiono più curati e dettagliati, tuttavia continuano a soffrire di una certa povertà di elementi scenici. Per la prima volta è stato implementato lo scorrere del tempo, così non è raro cominciare uno scontro in notturna per poi vedere il cielo schiarirsi lentamente, o viceversa.
Vale a questo punto aggiungere come la colonna sonora rimanga quella di sempre, con un riuscito mix di moderno e antico, mentre l’unico doppiaggio presente è quello inglese, tra l’altro con le stesse voci: evidentemente ormai si sono affezionati ai personaggi, anche se non sarebbe male qualche volta ascoltare il doppiaggio originale.
Sul campo di battaglia
Passiamo adesso ad analizzare la fase sul campo. Le modalità a disposizione sono le classiche, Musou, Sfida e Libera, le ultime due del tutto accessorie. La Musou è la principale e permette di vivere la storia dei Tre Regni nei panni del condottiero prescelto. All’inizio sono disponibili solo 9 eroi, ma altri vengono sbloccati in seguito, anche se, a differenza che in passato, non tutti sono utilizzabili nella modalità Musou.
Il gioco alterna le battaglie (6 per ogni condottiero) a scene di intermezzo realizzate con la grafica di gioco che narrano lo svolgersi degli eventi. Rispetto agli altri capitoli in ogni scontro, oltre all’obiettivo primario (che in genere è sconfiggere il leader avversario evitando nel contempo che soccomba quello del nostro esercito), sono presenti 3 obiettivi secondari, il cui conseguimento non è obbligatorio, ma che premiano con una notevole dose di punti esperienza qualora vengano completati.
I punti esperienza sono un’altra delle novità introdotte. Con il tempo il personaggio non si limita a salire automaticamente di livello, ma spetta al giocatore scegliere, su uno schema ramificato, su quali carateristiche intervenire: attacco, difesa, musou, vita e così via. Inoltre, a secondo del “percorso” prescelto, sono presenti bonus di varia natura, ottenibili solo dopo aver sbloccato il “ramo” che porta a loro.
Sparisce invece ogni sistema di potenziamento delle armi: queste si ottengono sul campo di battaglia, ma non sono in alcun modo modificabili. In pratica prima di ogni scontro si tratta solo di scegliere quella con i bonus che preferiamo. Ovviamente più si avanza nei livelli, più si ottengono armi potenti e varie negli effetti.
Combattimento
Come al solito si combatte con solo tre pulsanti: c’è l’attacco normale, quello potente ed infine il colpo speciale da utilizzarsi dopo aver caricato un’apposita barra Musou. In più, novità di questo episodio, troviamo il sistema Renbu: in pratica concatenando una lunga serie di colpi senza interruzioni, si riempie una seconda barra. Più questa è piena, più i colpi della catena si diversificano, diventando più rapidi e potenti. In pratica è adesso possibile infilare tutta una serie di combo mediante il ricorso al solo attacco normale, senza doverlo alternare al potente come accadeva in passato: se questo sia un passo avanti o meno credo spetti ai gusti del giocatore. Personalmente l’ho trovato molto pratico, anche perchè spesso ci si trova in situazioni di affollamento tali che è comodo avere una rapida combo a disposizione. L’attacco speciale, poi, è perfetto per chiudere la combinazione e spazzare via gi avversari quando si fanno troppo pressanti.
Ai tasti offensivi si aggiungono come da tradizione uno per il salto ed uno per la parata, che permette di prevenire anche gli assalti da dietro e può essere spezzata solo con un attacco di potenza.
Da sottolineare anche l’aumentata importanza della cavalcatura, che guadagna esperienza quanto più la utilizziamo nelle missioni, diventando più veloce e potente, e che ci accompagna fedelmente per tutto il corso della battaglia. Non sarà infatti più necessario tornare a riprenderla dove l’abbiamo “parcheggiata” per scendere a combattere, perchè in qualsiasi momento è possibile richiamarla e questa ci raggiungerà in qualunque posizione ci troviamo (fino ad arrivare all’assurdo del cavallo che salta allegramente sugli spalti di un castello assediato, subito dopo che ci siamo arrampicati con le scale)…
Libertà d’azione
Come in passato i campi di battaglia sono delimitati da muri invisibili che non è concesso attraversare. Tuttavia al loro interno vi è ora molta più libertà d’azione.
Gli scenari sono composti da rilievi, foreste, corsi d’acqua, animali selvaggi, torri difensive, basi e fortificazioni di ogni tipo. Sono sempre disponibili più percorsi da seguire, a seconda della strategia offensiva che si intenda adottare, ma è sempre necessario non agire in solitaria e seguire con attenzione l’evolversi della battaglia, perchè se avanziamo solo noi, ignorando gli alleati in difficoltà, l’unica sorte inevitabile sarà la sconfitta.
La libertà cui accennavo sopra si sostanzia in una maggiore interazione del personaggio con gli scenari. Adesso è possibile saltare dalle alture, in modo da risparmiare tempo durante gli spostamenti, o sorprendere i nemici comparendo all’improvviso in mezzo a loro. Un corso d’acqua non rappresenta più un limite invalicabile: sarà possibile attraversarlo a nuoto, oppure a bordo di imbarcazioni. Una fortificazione non ci obbligherà necessariamente a sterminarne i difensori prima di poterla oltrepassare: sarà possibile attaccare il portone ed abbatterlo, oppure avvalersi dell’aiuto di scale per raggiungere i bastioni.
Esistono anche castelli che non possono essere espugnati senza l’aiuto di armi d’assedio. In tal caso è necessario avanzare assieme alle nostre truppe e proteggere gli ingegneri mentre questi costruiscono scale, catapulte e arieti. Volendo portarsi avanti con il lavoro potremo anche scalare le mura e fare strage dei difensori sugli spalti.
Insomma, ci sono molte più cose da fare che in passato ed è necessario usare sempre un po’ di fosforo, anche se la maggior parte del tempo lo si passa comunque a sterminare orde di imbelli avversari.
Longevità
Il capitolo longevità è forse il più controverso di questo mio articolo, perchè è il più soggetto a variazione, in base alle preferenze dei singoli giocatori. Portare a termine tutte le campagne, potenziare al massimo gli eroi, sbloccare tutti i personaggi richiede molto tempo e l’implementazione del multiplayer per 2 giocatori sullo stesso schermo aumenta di molto il divertimento.
D’altronde l’azione alla lunga diventa ripetitiva e la mancanza di una qualsiasi modalità on-line potrebbe pesare per quei giocatori che non rinunciano mai ad una bella sfida in rete. Inoltre i veri appassionati potrebbero non gradire il fatto che ci sono molti meno personaggi del solito, dato che solo una ventina possono essere usati nella modalità Musou, mentre gli altri servono solo nel multiplayer o nelle modalità Sfida o Libera.
E’ disponibile per il download la demo in lingua inglese di Dynasty Warriors 6.
Dimensioni del File: 320 MB

Per generazioni si sono raccontate storie sulla spaventosa arma del dio nordico Thor. Secondo la leggenda, chi impugna il martello ha il potere di ridurre le montagne in vallate e la forza per distruggere perfino gli Dei. Per più di mille anni si è creduto fosse solo un mito, fino ad oggi. Tra antiche rovine sul fondo del Mar Mediterraneo, Lara Croft trova le prove dell’esistenza del mondo sotterraneo nordico e del mitico martello. Cercando di svelare i misteri che si celano dietro a questi miti, il pericoloso viaggio di Lara la porta a riscoprire un potere caduto nell’oblio che, se scatenato, potrebbe spazzare via l’intera umanità. La giovane ricercatrice inglese ha dunque ancora il compito di svelare una serie di misteri in un’avventura che comprende ben 1.700 mosse per controllare il personaggio in ogni suo singolo spostamento.

In Saints Row 2, i Saints hanno bisogno di rialzarsi nella vasta città di Stilwater. Ma questa volta, non si prendono ordini da nessuno. La libertà del giocatore, rispetto al primo capitolo, è molto più grande. Si potrà definire lo stile dei Saints, le loro attitudini, ma soprattutto come e quando attaccare le prepotenti gang rivali per dominare la città. Piuttosto esplosivo nei contenuti, come da tradizione, Saints Row 2 si presenta come l’unica vera e attuale alterativa a sua maestà Grand Theft Auto IV.


La “prima volta” per GTA IV è stata alla Games Convention di Lipsia, in cui si è presentato mostrando ai presenti una delle missioni più impegnative ed amate dai fan del titolo, ovvero la rapina in banca con relativa fuga. Gli spettatori, staff di Spaziogames compreso, hanno avuto quindi modo di vedere immediatamente in movimento l’ottima trasposizione del motore di gioco su uno schermo LCD di dimensioni esagerate. La demo non ha mostrato un sensibile miglioramento dei modelli 3D dei personaggi, molto simili a quelli visti precedentemente su console, mentre era piuttosto evidente il miglioramento a livello di texture relativo agli stessi personaggi ed ambientazione, cosi come una linea d’orizzonte maggiormente distante, problema tipico dei giochi in stampo free roaming, seppur già ben affrontato sulle versioni console. La conferma da parte degli addetti presenti, è stata che da qua all’uscita del gioco, prevista per il 21 Novembre, verrà dedicato ogni momento disponibile al miglioramento grafico del titolo, cosi da avere una Liberty City ancora più realistica e d’impatto.

L’aspetto più affascinante di questo gioco è senza dubbio l’assoluta libertà d’approccio che esso offre al giocatore: la città è aperta a qualunque nostra mossa, senza missioni di sorta, ma con un solo ed unico obbiettivo: la supremazia. L’IA nemica in continuo movimento contribuisce ad alimentare l’impressione di un ambiente di gioco vivo e dinamico, che esiste al di là delle nostre azioni ed allo stesso tempo reagisce alle nostre stimolazioni. Per quanto la release testata sia ancora piuttosto primitiva, a non soddisfarci pienamente è per ora il comparto tecnico, discreto nella forma ma debole nella sostanza.
Fortunatamente, i mesi che ci separano dall’uscita prevista per Febbraio saranno buona occasione per stringere i bulloni di quello che può diventare un ottimo titolo per tutti i fan della saga cinematografica, e più in generale per gli amanti dei free roaming con una spruzzata di strategia.
Nei panni di un giovane assassino a contratto, membro di una confraternita di nostri pari, il nostro compito è quello di eliminare di volta in volta personaggi “scomodi”, al fine di preservare la pace.
In seguito all’ennesima insubordinazione, dovuta al nostro carattere poco ligio ai dettami dell’ordine, ci ritroveremo degradati e privati di buona parte del nostro equipaggiamento. Per recuperare il rango e l’onore la confraternita ci commissionerà nove assassinii di personaggi chiave; ogni incarico prevede una fase di preparazione, e la cura che vi riporremo sarà direttamente proporzionale ai vantaggi di cui godremo al momento dell’esecuzione.
Giunti nella città in cui si trova la potenziale vittima, dovremo preoccuparci di raggiungere quanti più punti panoramici possibile; essi, segnati sulla mappa, sbloccheranno via via delle tipologie d’indagine che potremo compiere per raccogliere utili informazioni sul bersaglio. Vi sarà ad esempio da borseggiare qualcuno, origliare una conversazione, intimidire un malcapitato per estorcere informazioni; questa Director’s Cut Edition aggiunge al carnet altre 4 modalità d’indagine, a dire il vero un po’ più dinamiche delle precedenti, ma troppo legate ad eventi vistosamente scriptati, che tendono a fare a pugni con la struttura aperta e libera che caratterizza il gioco. Effettuate una o due indagini, saremo pronti per recarci al distaccamento locale della confraternita e ricevere il via libera per l’esecuzione; è consigliabile tuttavia portare a termine tutte le indagini a disposizione, assicurandoci così di avere ogni vantaggio possibile sul nemico quando la situazione inizierà a scottare.
Ottenuto il via libera, procederemo ad eliminare il bersaglio; anche qui la libertà d’azione è totale, e starà solo a voi decidere se cimentarvi in un assassinio pulito o trasformarlo in una battaglia campale. E’ in questi momenti dove Assassin’s Creed riesce a dare il meglio di sé, dove la finzione si avvicina alla reltà, dandoci la palpabile sensazione di far parte di un mondo dalle infinite possibilità, che si muove e reagisce alle nostre azioni.
Le armi a nostra disposizione saranno quattro: la famigerata lama nascosta nella manica, adatta ad assassinii improvvisi e silenziosi, due spade una lunga ed una corta, e delle lame da lancio. Il combattimento con le spade è basato in larga parte sulle contromosse, da attivare con il giusto tempismo quando un nemico prepara un fendente. Esse ci permetteranno di tenere a bada anche gruppi di nemici molto numerosi, i quali peraltro attaccheranno sempre solo uno per volta, facilitandoci il compito.
Nonostante le scelte poco realistiche, una volta entrati nell’ottica le fasi di combattimento sapranno divertirvi ed appagarvi, soprattutto se imparerete a sfruttare l’ambiente introno a voi a vostro vantaggio.
Al di là degli aspetti puramente tecnici, questa conversione porta su PC il medesimo controverso titolo già discusso su console, con la sua incredibile carica next gen purtroppo offuscata da un gameplay contradditorio. Per quanto ci riguarda, chiunque sia in possesso di un PC in grado di supportarlo appieno non dovrebbe farselo sfuggire; con tutti i suoi difetti, Assassin’s Creed rimane un’esperienza unica e validissima, meritevole di essere sperimentata da tutti. E’ altresì un peccato che le poche novità rispetto alle precedenti versioni non giustifichino assolutamente una seconda chance da chi lo giocò al tempo.

Le aspettative erano davvero molte e il progetto estremamente ambizioso. Purtroppo, come di regola accade quando l’hype si fa strada nei nostri cuori, non tutte le promesse sono state mantenute fino in fondo. Siamo di fronte ad un titolo, nel complesso buono, ma che non è esente da critiche, soprattuto per via di una immediatezza che non c’è e penalizza così un’esperienza di gioco che, altrimenti, sarebbe stata quasi perfetta. Prendiamo atto che dei vecchi episodi non v’è neanche l’ombra, lasciando a voi giudicare se ciò sia un bene o un male.
D’altro canto, però, non ci sentiamo nemmeno di essere troppo cattivi nei confronti di Alone in the Dark che, anche per via delle coraggiose sperimentazioni, vogliamo premiare con un giudizio finale che lo pone, di ciò gli si darà atto, come il miglior survival horror (ma non come migliore episodio di sempre della serie cui appartiene) presente sulla scena Pc in questo momento. Un “in bocca al lupo” ai ragazzi di Eden Games, che incoraggiamo a continuare su questa strada, ed arrivederci al prossimo episodio certi che, con un po’ più di attenzione, le cose miglioreranno ulteriormente.