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Archive for the ‘Picchiaduro’ Category

Watchmen – The End is Night 2

Posted on the agosto 20th, 2009 under Picchiaduro by Miki

Recensione
Piattaforma:
PC
Sviluppatore:
Warner Bros
Genere:
Picchiaduro
Watchmen - The End is Night 2

 

Punteggio

5.9/10

Pro:

+ Divertimento brutale e viscerale
+ Ottima riproposizione dei personaggi
+ Buon doppiaggio

Contro:

- Monotono
- Troppo corto
- Alcuni glitch grafici

Watchmen – The End is Night 2

Nel 1986 arrivò negli Stati Uniti una graphic novel che avrebbe rivoluzionato quello che, fino a quel momento era stato il modo di intendere i Super Eroi, non solo dell’universo DC Comics (Batman, Superman), ma anche di quello Marvel (SpiderMan, X-men). Un’opera in grado di trascendere il comics e di imporsi come vera e proprio caso letterario, vincendo persino il premio Hugo. Watchmen.
Il capolavoro di Moore e Gibson è un’opera che riporta i vari vigilanti mascherati allo stesso piano dei comuni cittadini, con paure, speranze ed emozioni. Non eroi senza macchia, ma normali cittadini che scendono sulle strade per un innato senso di giustizia, a volte persino distorto.
Lo scorso anno arrivò finalmente una trasposizione cinematografica del fumetto, talmente ambiziosa da non essere ne compresa ne amata da tutti. Comunque ed in ogni caso Warner Bros ha deciso di puntare molto sull’IP, tanto da aver dato il via ad una serie di videogiochi distribuiti via digital delivery, che avrebbero narrato le vicende di Rorschach e Nite Owl, prima dello scioglimento degli “Acchiappa-crimini”.
Dopo il primo, impacciato tentativo, Deadline Games ci riprova con Watchmen – The End is Night 2, secondo episodio scaricabile disponibile per PC e PS3 e a fine estate in arrivo anche su Xbox 360 , sperando che questa volta riesca a fornire un prodotto meglio rifinito, che risulti essere più vario e divertente.

La notte è ancora buia
Come ogni buon seguito Watchmen – The End is Night 2 riprende pedissequamente le meccaniche del primo episodio: dovremo quindi nuovamente accompagnare Nite Owl e Rorschach per le violente strade della città in modo da scoprire chi si cela dietro la realizzazione di filmati erotici con protagoniste delle minorenni. I due vigilanti non andranno molto per il sottile, infatti prediligeranno lungamente usare le mani piuttosto che i metodi di investigazione più classici. Il gioco sarà dunque un beat’m up della durata di tre capitoli, dalle meccaniche piuttosto classiche: si susseguiranno incessantemente tutta una serie di stanze piene zeppe di nemici che vi porteranno lentamente verso la fine del livello. Diversamente dallo schema classico del genere, alla fine di ogni livello non avremo nessuna boss fight, fatto salvo il boss finale. A parte qualche semplice leva da premere o oggetto da trovare, durante le circa tre ore necessarie per completare il gioco con un personaggio, non dovremo fare altro che menare le mani. Per fortuna che utilizzando il folle Rorscach massacrare i vari ceffi disseminati per il livello assume un gusto viscerale, che rende partecipi della pazzia e della rabbia che invadono la mente di questo enigmatico personaggio. A volte tali scene risultano persino eccessive, tanto da consigliare l’acquisto solo ad un pubblico maturo e difficilmente impressionabile. Sfortunatamente per lui Nite Owl non ha lo stesso carisma ed utilizzarlo, oltre ad essere un po’ più macchinoso, risulta decisamente meno divertente.
Due tasti per i colpi, uno per le prese ed il contrattacco sono le uniche mosse a vostra disposizione, ma seguendo le indicazioni che appariranno a schermo potrete dare il via a letali e spettacolari esecuzioni. In questo modo il tempismo risulta molto più importante che il button mashing, apparendo in certe fasi più un bemani che un picchia duro a scorrimento. Ma come dicevamo, fatto salvo che qualche piccolo minigioco come quello delle serrature, non si fa altro che picchiare e la gioia ed il divertimento che si proveranno nei primi istanti di gioco presto svaniranno per colpa del riproporsi insistentemente degli stessi scenari, degli avversari e persino delle stesse violente sequenze finali.
Da questo punto di vista la longevità piuttosto risicata potrebbe sembrare quasi un punto di forza, dato che l’incedere delle fasi finali sarà piuttosto noioso, fatto di: stanza, nemici, inseguimento del nemico finale, stanza.. alla decima sequenza identica la speranza che si arrivi finalmente alla conclusione diventa una sensazione palpabile.

Le macchie di Rorschach
Tecnicamente parlando Watchmen – The End is Night 2 si fa notare per un miglioramento generale del comparto grafico, rispetto al primo episodio. Ottimamente caratterizzati i diversi protagonisti, che beneficiano di un set di animazioni e di dettagli di ottima fattura, meno convincenti invece le routine che gestiscono le compenetrazioni dei corpi e la mancanza della sincronia verticale, problema che non è stato possibile eliminare del tutto nemmeno spingendo al massimo le impostazioni di una Ati Hd4890.
Il comparto sonoro si fa apprezzare per un ottimo doppiaggio, a cura degli attori originali del film, e qualche buon effetto sonoro. La longevità è sicuramente il punto debole della produzione Warner, assieme alla varietà, dato che in un pomeriggio di gioco intenso sarà possibile completare la campagna utilizzando entrambi i personaggi. La modalità a due giocatori, in locale, a poco servirà per mantenere elevata l’attenzione intorno a questo secondo episodio.

Sintesi

Watchmen – The End is Night 2 è un titolo consigliato a quei pochi che hanno amato alla follia il primo episodio della serie e per coloro che sono in crisi d’astinenza per l’attesa più lunga del previsto del blu-ray contenente la versione estesa della pellicola cinematografica. Tutti gli altri dovranno valutare bene se non abbiano un modo migliore per spendere i 13 euro necessari all’acquisto, non tanto perché questo sia un brutto gioco, ma perché non offre nulla di più di un pomeriggio di intense scazzottate.

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Street Fighter IV

Posted on the agosto 20th, 2009 under Picchiaduro by Miki

Recensione
Piattaforma:
PC
Editore:
Halifax
Sviluppatore:
Capcom
Genere:
Picchiaduro

 

Punteggio

9.2/10

Pro:

+ Street Fighter è più in forma che mai
+ Unico nel suo genere su PC
+ Graficamente piu definito rispetto alle versioni console
+ Ottimo in singleplayer, infinito in multiplayer

Contro:

- Mancano un paio di personaggi storici
- Produce assuefazione

Street Fighter IV

Nel 1991 le sale giochi erano ancora stanze buie e impregnate di quell’atmosfera caratteristica che ricordava, a chi vi sarebbe entrato, che lì sarebbe stato possibile evadere per qualche minuto dalla realtà, immergendosi in un mondo di sprites colorati e maldestramente animati. Quell’anno, però, pochi potevano immaginare che Capcom stava per scrivere un capitolo fondamentale nella storia dei videogiochi. Street Fighter 2: The World Warrior piombò nella scocca di alcuni coin-op come un fulmine a ciel sereno e si fregiò immediatamente del titolo che ancora oggi detiene saldamente, quello di picchiaduro più famoso e giocato di sempre. Asciugate le lacrime di nostalgia, il re è tornato, adesso anche su PC.

Vecchie glorie, nuovi campioni
Tutti gli appassionati di videogames sapranno benissimo che tipo di gioco sia Street Fighter. Considerando il deserto di titoli del genere presenti su PC, rinfreschiamo le idee: il titolo Capcom è un picchiaduro a incontri vecchia scuola, in cui due lottatori si combattono in un ambiente bidimensionale con l’obiettivo di ridurre il più velocemente possibile la barra d’energia dell’avversario. Mentre su console questo genere ha continuato a vivere grazie ad esponenti di spicco quali Tekken e Dead or Alive che lo hanno evoluto in tre dimensioni, il panorama pc per qualche oscura ragione non è mai stato altrettanto ricco. Street Fighter IV, quindi, arriva finalmente a riempire un vuoto che per molti vecchi appassionati pareva incolmabile e la sua uscita su questa piattaforma riveste un’importanza ancora maggiore rispetto alle console.
Come annunciato da Capcom in fase di sviluppo e appurato prima nei coin-op delle sale giapponesi e poi su PlayStation 3 e Xbox 360, il quarto capitolo della serie ha tentato una strada difficile, vincendo però la propria scommessa: rinverdire i fasti del magico episodio del 1991 e ristrutturarlo per renderlo attuale anche a diciotto anni di distanza. Un lavoro da artigiani fini, da veri storici del videoludico che, possiamo dirlo, è riuscito perfettamente.
Non fatevi ingannare dalle immagini, Street Fighter IV, nonostante presenti modelli tridimensionali di qualità, mantiene un’anima bidimensionale. Ciò significa che i lottatori si muovono solo sul piano verticale ed orizzontale, senza la possibilità di andare in profondità, riproponendo lo stesso gameplay che ha reso grande la serie.
Per sancire il successo del ritorno del Re, però, dovevano essere rispolverati anche i personaggi storici che tutti hanno imparato ad amare ed odiare. Un elemento non da poco, visto il carisma di queste vere e proprie icone, la cui importanza è stata colta subito da Capcom. Ecco quindi tornare direttamente da SF2, più in forma che mai, Ryu, Ken, Chun Li, Guile, Zangief, Honda, Blanka, Dalshim, Balrog, Sagat, Vega e Bison, mentre dalle versioni successive Akuma, Gouken, Gen, Sakura, Rose, Fei Long, Dan e Cammy. Quattro sono invece le nuove entrate: Abel, un misterioso ragazzone francese che ha perso la memoria, Crimson Viper, un’affascinante detective, El Fuerte, un cuoco dotato di un’agilità fuori dal comune e infine Rufus, un grassone americano amante del Kung-Fu.
Il cast, insomma, dovrebbe soddisfare tutti i palati, da quelli più nostalgici a chi cerca un nuovo fighter in cui immedesimarsi.
Sembra scontato dirlo, ma è importante sottolineare come ogni personaggio abbia mantenuto inalterato il proprio stile di combattimento, quindi potrete trovare tutte le mosse speciali con le quali maltrattavate i coin-op tanti anni fa. Anche i movimenti richiesti per le esecuzioni sono sempre gli stessi: mezze lune, indietro-avanti, pugni o calci premuti a ripetizione sono combinazioni entrate ormai nell’immaginario collettivo dei videogiocatori e che, incredibilmente, risultano meravigliosamente attuali anche a distanza di tanto tempo.

You must defeat Sheng Long to stand a chance
Street Fighter IV, così come i suoi predecessori, è un videogioco estremamente duttile, che si dimostra allo stesso tempo immediato quanto profondo e complesso, se lo si studia a fondo. Come da tradizione, il giocatore può contare su sei colpi “base”: pugno debole, pugno medio, pugno forte e i tre corrispettivi per i calci. Imparare a scegliere la potenza del pugno o del calcio a seconda della situazione di gioco non è molto difficile e con un minimo di pratica si ottengono risultati più che discreti. Per essere davvero competitivi, soprattutto negli scontri online, è però fondamentale capire come dominare le nuove tecniche speciali studiate da Capcom.
Iniziamo dall’introduzione probabilmente più originale ed importante, il “Focus Attack”. Eseguibile premendo contemporaneamente pugno e calcio medio, questo attacco per essere efficace va caricato un paio di secondi, durante i quali tutti i colpi del nostro avversario verranno assorbiti. Ciò significa che mentre verremo colpiti non si interromperà l’animazione del Focus ma la nostra barra di energia scenderà temporaneamente, per poi rigenerarsi nel caso in cui la tecnica andasse a segno. Questa mossa è di straordinaria importanza, perché permette prima di tutto di sferrare un contrattacco in qualsiasi situazione e può stordire per qualche istante il nemico, rendendolo vulnerabile ad altri colpi o combo devastanti.
In fondo allo schermo si trovano due indicatori, uno orizzontale per le “Super” e le “EX” e uno circolare per le “Ultra”. Entrambe le barre si riempiono durante il round a seconda dei colpi presi o ricevuti, con la differenza che quella della “Ultra” viene annullata tra un round e l’altro.
La barra delle “Super” è divisa in quattro parti: se caricata del tutto permette di eseguire una versione ridotta delle “Ultra combo” che vedremo in seguito, mentre è sufficiente che ne sia riempita anche solo una porzione per scoccare una “EX”, ovvero una variante più potente delle tipiche mosse speciali come lo Shoryuken.
Le “Ultra” sono invece le combo più potenti, efficaci e spettacolari su cui potete contare. Eseguirle non sarà semplice, ma lo sarà ancora meno indovinare l’esatto istante in cui sfruttarle. Ci sono alcuni personaggi, come Akuma, che possiedono Ultra in grado di dimezzare letteralmente la barra di energia del nemico, cambiando idealmente le sorti dell’incontro. Padroneggiare questo colpo richiede molta pratica e astuzia, ma l’enorme soddisfazione nel vederle andare a segno e magari chiudere così un combattimento è uno dei piccoli grandi pregi che rendono Street Fighter IV un gioco fantastico.
Le possibilità tattiche offerte dal gameplay sono praticamente infinite. Sarete voi giocatori che farete il lottatore, non il personaggio in sé. Conoscere a menadito ogni peculiarità di Ryu piuttosto che di Abel richiede tempo, dedizione e pratica ma solo così riuscirete a cogliere la vera essenza della serie, qui riproposta in modo sopraffino. Il gioco è anche per questo un titolo dalla longevità straordinaria. Oltre le modalità proposte, che spaziano dal classico arcade ad incontri, al survival fino alle prove tecniche, l’interesse per il gioco è garantito dalla consueta caratterizzazione dei personaggi, che rende ogni incontro un nuovo incontro, da affrontare sempre in modo differente.
Tutto molto bello fino ad ora, ma tutta questa spettacolarità sarebbe vana senza un adeguato sistema di controllo. Qual è quindi la periferica più adatta per dominare un gameplay così particolare? Qui il discorso è semplice: premesso che utilizzare la tastiera è un po’ come giocare a un titolo calcistico con il mouse, si ottengono risultati decenti già con un buon joypad, come quello dell’Xbox 360 per intenderci. Per chi vuole tirare fuori il massimo dal capolavoro Capcom, però, è d’obbligo l’acquisto di uno stick arcade. In commercio ne esistono diversi tipi (anche compatibili Xbox 360 – Pc) a prezzi variabili. Per la recensione è stato utilizzato uno stick di fascia media (costo intorno ai 60 €) che si è rivelato un ottimo compromesso e ha garantito una risposta agli input sempre immediata e convincente. Sta a voi valutare l’eventuale acquisto, ovviamente in base anche al potenziale interesse sul gioco a lungo termine.

A new challenger has entered the ring!
Vi ricordate quando un vostro amico inseriva la moneta da 500 Lire nello stesso cabinato su cui stavate giocando e appariva questo messaggio? Bene, sarete felici di sapere che è stato riproposto, oggi per introdurre uno scontro online. Durante la modalità arcade, infatti, è possibile decidere se essere interrotti in qualunque momento per un match veloce. In pochi secondi verremo trasportati nella stanza di attesa e lo scontro inizi.
Le modalità online diventeranno presto, manco a dirlo, il fulcro del gioco: confrontarsi contro avversari umani, sia in partite classificate che amichevoli, è la vera essenza di Street Fighter IV, così come lo era sui coin-op spalla a spalla. Fortunatamente la qualità del net-code è garantita da un frame rate che, scelta la giusta configurazione per la nostra macchina, non scenderà mai sotto il 60fps.
Le richieste minime in fatto di hardware vanno prese con le pinze, perché occorre possedere un sistema abbastanza aggiornato per godersi il gioco come si deve, però esistono diverse possibilità di personalizzazione. Lavorando su risoluzione, livello di dettaglio di sfondi e personaggi, antialiasing e altri orpelli tecnici si ottiene la giusta (e indispensabile) fluidità anche su configurazioni ben lontane da quella consigliata.
Certo il miglior modo di godersi lo spettacolo è ammirare tutta la pulizia dei modelli di Ryu e soci, lo stile con cui sono pennellati e le straordinarie animazioni: tecnicamente, infatti, il lavoro di Capcom è pregevole e se spinto ad alte risoluzioni supera addirittura ciò che si è visto su Xbox 360 e PS3, davvero un ottimo risultato in tal senso.
Anche sul fronte del sonoro le tradizioni sono state rispettate. Qualche tema nuovo di zecca c’è, ma un orecchio attento riconoscerà di tanto in tanto le melodie di Street Figther 2 ad accompagnare alcuni stage.
Tirando le somme si tratta di un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista, immancabile per tutti gli appassionati della serie e di picchiaduro in generale, straordinario per chiunque cerchi un bel gioco, divertente ed appagante come non mai. Round one… Fight!

Sintesi

L’uscita di un nuovo episodio di Street Fighter su pc è, già di per sé, un evento eccezionale, di quelli che fanno la felicità dei nostalgici e degli appassionati del genere che per anni sono rimasti a bocca asciutta invidiando i possessori di console. Ma tutti dovrebbero correre a comprare Street Fighter IV, perché è un capolavoro, un gioco divertentissimo e appagante, un picchiaduro dal sapore antico reso moderno e attuale grazie a una serie di scelte di design vincenti. Il re è tornato, anche su pc, non lasciatevelo scappare per nessun motivo.

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Virtua Fighter 2 – Linea Xplosiv

Posted on the settembre 20th, 2008 under Picchiaduro by Miki

Virtua Fighter 2 è stato un grande successo nel 1995, quando uscì per il mercato coin-op. Il gioco girava su Model 2, ovvero la scheda dei conosciutissimi Sega Rally, Daytona USA e Virtua Cop, e rispetto al primo Virtua Fighter le migliorie apportate al comparto grafico erano ben visibili.
Alla fine dell’anno ‘95 uscì la conversione per Sega Saturn ed ottenne un successo strepitoso, tanto che il picchiaduro dell’AM2 fu proclamato uno dei migliori giochi di lotta del 1996. Passa un anno e il gioco di Yu Suzuki approda anche su PC. Questa è la versione che andremo a visionare.
Virtua Fighter 2 è “ritornato” sul mercato PC grazie alla linea “Xplosiv” di Empire.
Il titolo di AM2 presenta le stesse identiche opzioni della versione Saturn, con l’aggiunta del multiplayer in singolo o a squadra. L’Arcade Mode è la riproduzione del coin-op, il VS Mode è la modalità a due giocatori, l’Expert Mode è una versione più difficile della prima opzione (l’arcade), dove per vincere si devono utilizzare tutte le mosse speciali, il Ranking Mode si gioca come l’Arcade con la differenza che viene mostrato un punteggio ed una graduatoria alla fine della partita. Completano la carrellata delle opzioni il Team Battle Mode, che propone una modalità a squadre, il Watch Mode (la dimostrazione), ed il Playback Mode, che permette di rivedere le vostre performance.
Virtua Fighter 2 presenta 10 lottatori, e quindi 2 in più rispetto al prequel (che ne contava solo 8). Sono disponibili infatti Akira, Pai, Lau, Wolf, Jeffry, Kagemaru, Shun Di, Lion, Sarah e Jack.
Il gioco conta numerose mosse per ogni personaggio e per impararle tutte ci vorrà un bel pò. Il Boss finale del gioco è Dural.

“Real Fighter…”
La conversione, dal punto di vista tecnico, è riuscita discretamente bene. La risoluzione del gioco viaggia a 640×480 (la stessa della versione Saturn) ed i colori sono replicati in maniera più o meno fedele.
Tuttavia la velocità di gioco complessiva della versione PC non raggiunge quella del 32 bit Sega. Quest’ultima, infatti, risulta più fluida e veloce, muovendosi a 60 fotogrammi al secondo.
I fondali degli stage sono realizzati in 2D mentre il ring e i lottatori sono in 3D, proprio come nella versione Saturn. Sono inoltre presenti gli stessi effetti speciali del coin-op e della versione casalinga, come ad esempio i lampi nello stage di Sarah o le foglie portate via dal vento nel quadro di Lau.
L’adattamento viene visualizzato a schermo pieno e, pur mostrando qualche leggera incertezza, tutto sommato il risultato è più che buono.
Anche dal punto di vista audio Virtua Fighter 2 si mantiene fedele al 32 bit Sega, presentando tutte le musiche e buona parte dei campionamenti vocali originali. Ottimi gli FX.
Se amate i pestaggi Virtua Fighter 2 risulta abbastanza giocabile, pur avendo un sistema di controllo leggermente “tortuoso”. Il gioco propone il sistema (classico)dei 3 tasti, pugno, calcio e parata. Una volta imparati i controlli Virtua Fighter 2 risulta discretamente divertente. Come ogni gioco Sega si consiglia l’uso del joypad.
La longevità è buona, grazie alla discreta difficoltà che propone il gioco. Anche una volta finito Virtua Fighter 2 si lascia sempre rigiocare con piacere e questo in virtù delle opzioni presenti nel gioco, come ad esempio il VS Mode ed il multiplayer, che vi terrano compagnia a lungo.

Non sono mai stato un fan di Virtua Fighter e le ragioni risiedono nel sistema di controllo un pò macchinoso. Tuttavia questo secondo capitolo è discretamente giocabile e rispetto al primo episodio offre una realizzazione tecnica più accurata.
Probabilmente la versione Saturn rimane la migliore, ma anche così va bene. In fondo rimane una buona occasione per l’utenza PC di conoscere questo mito dei picchiaduro 3D, oppure per chi non ha mai provato l’originale per Saturn.
Giocato con un joypad Virtua Fighter 2 riesce a divertire e grazie alle numerose modalità, inserite nel gioco, ne avrete per un bel pezzo. Il multiplayer poi è una gradita sorpresa e senz’altro ritornerete a giocare al titolo di AM2.
Ci troviamo di fronte ad un buon titolo che probabilmente farà la felicità di tutti i fans di questa fortunata serie di picchiaduro.

Guilty Gear X

Posted on the settembre 20th, 2008 under Picchiaduro by Miki

Guilty Gear X segna il ritorno dei picchiaduro 2D sul mercato dei videogames ed in particolare, almeno a memoria, l’esordio su Personal Computer di un beat’em up, genere quasi assente su Pc, dimostrando che la vecchia impostazione classica del genere ha ancora molto da dire. Non ci credete? Leggete, leggete, ragazzi di poca fede…

I cacciatori di taglie
Guilty Gear X è il seguito dell’ottimo Guilty Gear apparso qualche tempo fa sulla PSX. Uscito un annetto e mezzo fa in sala giochi, dove “girava” sull’allora potentissima scheda hardware Naomi della Sega, e quasi subito convertito ovviamente per Dreamcast, grazie alla nuova politica delle Software House giapponesi, che adesso cominciano a tenere in considerazione il mercato dei computer per le loro produzioni, per la gioia degli utenti che possono usufruire di un’ondata di “aria fresca” per quanto concerne certi generi poco presenti sul mercato dei personal computer. Ma vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta in questa conversione del titolo Sammy che, vi anticipo, gode dell’alta risoluzione con una grafica che ricorda DAVVERO i cartoni animati giapponesi per qualità dei disegni e delle animazioni!
Tutto ha inizio nel 2180, un’epoca oscura, un futuro dove l’integrazione tra l’uomo e la macchina ha raggiunto un livello di coesione incredibile, dove la scienza ha raggiunto livelli impensabili, soprattutto nell’ambito della Bio-Ingegneria, e dove i legami col passato, le tradizioni, come quelle giapponesi, sono state soppresse. In questo bell’ambientino, vengono creati delle nuove potentissime armi da guerra, i cosidetti Gears. Durante un torneo di combattimento riservato proprio a loro, a questi soldati bio-tecnologici costruiti per la guerra, e ad occasionali sfidanti umani, il più potente fra i Gears, Justice, viene sconfitto. Gli altri Gears, privi di una guida, di un comandante, vengono facilmente disabilitati ed eliminati così da non costituire più una minaccia per la razza umana. In realtà, come sempre, almeno nel mondo dei videogames, da una fine si passa ad un nuovo inizio e la sfiga di solito non demorde. Un anno dopo la scomparsa del Gear Justice viene ritrovato un nuovo Modello di Gear più pericoloso dello stesso leader precedente. Infatti, il tipo in questione presenta tutte le alte qualità intellettive di Justice, ma una potenza armata ancora più devastante. Per non ripetere l’errore commesso anni prima, quando a questi esseri non venne impedito di proliferare (si fa per dire), gli esseri umani decidono di proclamare una caccia al Gear senza precedenti, mobilitando dei cacciatori di taglie, i Gear’s Hunters, fra i quali spiccano anche dei guerrieri ansiosi di dimostrare al mondo intero la loro forza ed il loro valore. I governi mondiali stanziarono così la bellezza di 5oo.ooo World Dollars (che al cambio attuale, nel 2180, dovrebbero essere…mumble, mumble… un milione di Euro? Boh!) per il vincitore, a scelta, uno stock di console a 690 bit composta da una PS6, un GameCube4, un Dreamcastle Sega, e una X-Box X…

Giuochiamo!
Inserimento Cd, istallazione, caricamento, inizio. Tutto velocissimo. Dopo un’introduzione stile Anime, che presenta con un’ottima colonna sonora i personaggi del gioco, si accede nella schermata principale. Qui, con uno stile semplice ma accattivante, in linea con l’ottima qualità globale, si possono scegliere le solite modalità già presenti nella versione DC, cioè Arcade, Versus, Survival (dove possiamo sbloccare i segreti), Training, Recording, Homepage (il sito di Guilty Gear X), e le canoniche Options. In questa schermata possiamo settare 4 livelli di difficoltà, il numero dei rounds, il tempo, posizionare lo schermo ed ascoltare le bellissime musiche del gioco. Dopodichè, si sceglie uno dei personaggi, dei quali più avanti, per comodità, vi elencherò alcune caratteristiche, e… si parte! La Ark System ha pensato bene di inserire praticamente le stesse mosse e combo di sempre, realizzabili con 4 pulsanti (più i due addizionali). Mi preme segnalarvi ad esempio la presenza di alcuni elementi tecnici nei combattimenti di assoluto rilievo, come la Tension Gauge, posta nella parte bassa dello schermo, che ci permette, una volta raggiunto il massimo, di portare a termine alcune azioni speciali devastanti, come il Dead Angle Attack che è, in poche parole, un counter-attack per rispondere al volo all’attacco dell’avversario, e che aumenta con l’intensificarsi dei nostri attacchi, diminuendo invece se restiamo passivi durante lo scontro, le Gatling Combinations, cioè colpi concatenati tra loro tramite uno schema pugno, calcio, slash e high slash, personalizzabili a piacere dal videogiocatore, o l’Instant Kill, già presente nel primo episodio, una sorta di Fatality alla Mortal Kombat, che ci permette di uccidere con un solo colpo il nostro avversario, e molti altri che non sto ad elencarvi. La cosa veramente interessante è che più la Tension Gauge è colma, più si possono realizzare mosse letali con magari degli enormi danni al nostro avversario.

2D di classe
In un’epoca videoludica in cui si parla e straparla di 3D e poligoni, di texture multiple o singole, i ragazzi della Ark System dimostrano che si può fare spettacolo, visivamente parlando, anche con il vecchio ma sempre valido motore 2D. Visivamente siamo, infatti, di fronte a qualcosa di incredibile, di favoloso, curato, ultradettagliato, pensate ad esempio alle gabbie toraciche di certi personaggi che si dilatano e si restringono per via della respirazione, o ai muscoli che si gonfiano e capirete cosa voglio dire. La fisionomia dei nostri eroi è perfetta, tutti sono ben caratterizzati, con centinaia e centinaia di animazioni, durante e dopo i combattimenti, per non parlare delle situazioni speciali, come le super mosse ricche di elementi luminosi, visivamente splendidi e che si mischiano anche con qualche “pezzo” tridimensionale, il tutto in alta risoluzione. Gli sprites sono enormi e così elevati qualitativamente da rendere Guilty Gear X praticamente indistinguibile da un anime. Ottimi infine i fondali, impreziositi da tantissimi livelli di parallasse, effetti come la pioggia ed elementi in movimento, come gli uccelli, l’acqua o le navi volanti nello stage di May, con tanto di riflessi sui vetri 3D in tempo reale o quasi!

Musica maestro!
Ed eccoci al comparto audio del titolo Sammy. Musiche heavy metal, pompate al massimo dalle casse stereofoniche e valorizzate dalle schede audio di nuova generazione dei PC, caricano il videogiocatore a molla, alzandogli al massimo l’adrenalina in corpo. Guilty Gear presenta un medley delle precedenti composizioni e nuove entusiasmanti tracce. Insomma, l’aspetto audio del gioco ha una qualità sonora da CD audio, tanto che potrebbe risultare gradevole ascoltarlo al di fuori del gioco stesso. Splendidi gli effetti sonori, con dei tocchi di classe come il rumore emesso dalle vertebre del collo di Sol oppure il vento tagliato dai capelli di Millia, da veri campioni della programmazione. Le voci digitalizzate infine sono ottime. I doppiatori hanno saputo dare vita ai personaggi, interpretandoli vocalmente e dando la sensazione che ogni voce sembri davvero scaturire da loro.

I nostri eroi
Nel gioco possiamo scegliere fra un discreto numero di personaggi (14), con in più 2 contendenti nascosti, Testament e Dizzy, ognuno dei quali dotato di 11 costumi selezionabili. Eccoli:

Soul Badguy (il vendicativo immortale cavia per gli esperimenti sui Gears);
Ky Kyske (leader del sacro ordine degli Holy Knights);
May (giovanissima nonchè odiosissima comandante di una nave pirata volante);
Baiken (donna-samurai senza un braccio);
Faust (guerriero equipaggiato con un’enorme bisturi e con il viso mascherato che ricorda una vecchia conoscenza del primo episodio… sarà davvero lui?);
Potemkim (soldato dello stato di Zepp, combatte contro gli hunters per difendere le possibilità tecnologiche offerte dal Gear);
Chipp (ex appartenente alla mafia è divenuto un ninja buono protettore dei deboli e degli innocenti);
Zato-1 (assassino non vedente in grado di controllare le ombre e manipolarle a suo piacimento);
Johnny (orfano di padre a causa di un gear);
Anji (giapponese soppresso dal razzismo dell’epoca ed in cerca di rivalsa);
Millia (ex membro dell’organizzazione di Zato con la voglia di uccidere una volta per tutte il suo ex master);
Venom (il braccio destro di Zato);
Axl (viaggiatore del tempo in cerca di un modo per ritornare indietro);
Testament (il boss finale proveniente dall’oltretomba, con tanto di corvo e spiriti assassini al seguito);
Sem (il figlio segreto di SuperMario equipaggiato con dei Mini DVD di Nintendiana provenienza);
Ryuken (il Ninja Blu redazionale armato di JoyPad);
Luca (il terribile sanguinario WebMaster di Spaziogames…);
Ehm, no questi ultimi tre sono stati tolti in sede di Beta-Testing…

Personaggi stile anime, molto simili allo splendido movie X, che vi invito a procurarvi assolutissimamente prima di giocare, ambientazione futuristica post-rivoluzionaria, tematiche, anche se è un picchiaduro, degne di Alita e Ghost In The Shell, giocabilità elevata degna di serie come Street Fighter, grafica da urlo. Tutto questo è Guilty Gear X e molto di più. Ci troviamo di fronte al miglior picchiaduro bidimensionale (a livello tecnico) mai creato, o quasi, a livello delle migliori produzioni Snk e Capcom. Cosa aggiungere ancora se non che un titolo del genere mancava nel ricco carnet di titoli per Pc (vi ricordo che il secondo capitolo del gioco uscirà quest’anno sulle console a 128 bit e ancora su computer), e che davvero è divertente, appagante e completo.
NB: I voti fanno riferimento al tipo di grafica 2D.