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Posts Tagged ‘fantasia’

FIFA10

Posted on the agosto 20th, 2009 under sport by Miki

FIFA10

[PC, PS3, X360]
 
  • Genere:

     Sportivo

  • Produttore:

     Electronic Arts

  • Sviluppatore:

     Electronic Arts

  • Distributore:

     Electronic Arts

  • Lingua:

     Italiano

  • Data uscita:

     2 Ottobre 2009

  • PRENOTA IL GIOCO
HIGHLIGHTS
- Giocabilità al top della categoria
- Tecnicamente ottimo
- Grandi possibilità di personalizzazioneLa competizione, in teoria, dovrebbe essere il motore del miglioramento. Quando più prodotti cercano di ottenere i favori del pubblico nello stesso segmento di mercato si sarebbe portati a pensare ad una continua corsa verso l’alto, all’inseguimento della qualità desiderata dai consumatori. Questo non succede sempre, ma quando succede è l’intera industria del settore a beneficiarne insieme ovviamente agli utenti. Oggi parliamo di un caso in cui questa filosofia di sviluppo è messa a fondamento del lavoro di produzione, un caso che da anni appassiona gli affezionati curiosi di scoprire di quanto il limite è stato spostato. Questo è il caso di una simulazione calcistica che ha deciso di ripartire da zero, costruendo così dal nulla un maestoso prodotto di alta qualità. Questo è il caso di FIFA 10.

Di bene in meglio
Ogni volta che si entra in contatto con una nuova versione di FIFA la mente torna al passato alla presentazione di FIFA 07 nella quale gli sviluppatori di EA ci avevano mostrato la tabella di marcia del percorso che avrebbe portato all’edizione di quest’anno. FIFA 10 si presenta quindi come il punto di approdo del duro lavoro che in questi anni è stato visibile ad ogni nuova incarnazione della serie e, diciamolo subito, l’esperienza acquisita si è trasformata in altissima qualità. Il titolo, provato a Milano in un evento che Electronic Arts ha dedicato alla stampa, non sembra avere niente in comune con i suoi omonimi di appena cinque anni fa, s’impone infatti all’attenzione degli spettatori grazie ad una forte personalità ed alle sue caratteristiche uniche: gli sviluppatori non si sono limitati ad inseguire il principale rivale di Konami, hanno invece saputo distillare un loro personale prodotto in grado di interessare anche i più scettici. Non si può non rimanere stupiti infatti quando si impugna il pad: la giocabilità che si presenta ai giocatori è fresca, la risposta dei calciatori istantanea ed i loro movimenti ancora più naturali. Il controllo a 360°, una delle peculiarità della versione di quest’anno, si fa subito sentire garantendo la possibilità di indirizzare il possessore di palla come mai prima d’ora: con un giocatore dalle ottime qualità (nel nostro caso è stato Ibrahimovic) sarà possibile dribblare per tutta la metà campo avversaria fino al limite dell’area e tirare andando a segnare. Non si pensi però che ora basti un fuoriclasse per andare al risultato, solo è diventata possibile una microgestione dei movimenti tale da permettere le manovre anche negli spazi più angusti. Inoltre, a tutto vantaggio del realismo, è stata messa a punto una particolare meccanica del controllo del pallone per permettere che non sembri incollato ai giocatori, questo fa si che durante i contrasti la sfera non salti semplicemente da un calciatore all’altro, ma in maniera fluida cambi possessore in accordo ai movimenti dei giocatori. In un’azione come quella descritta poco sopra si possono individuare diversi altri segni distintivi del titolo EA, come una fisica del pallone migliorata, una reattività dei portieri alle stelle ed un’intelligenza artificiale in grado di governare sapientemente i movimenti dei giocatori senza palla. Partiamo dai portieri: sarà possibile ingannarli con delle finte per farli tuffare nella direzione sbagliata e fin qui niente di nuovo, la novità sta nel fatto che potremo vederli tentare un guizzo in volo con un braccio o una gamba per cercare di raggiungere il pallone; i loro movimenti a terra sono stati molto curati e li vedremo tentare il tutto per tutto nelle situazioni al limite con scatti e colpi di reni, per non parlare della loro capacità di deviare in angolo i palloni troppo difficili da controllare, evitando così il rischio di un rimpallo favorevole agli attaccanti. Le migliorie nelI’Intelligenza Artificiale dei giocatori senza palla si traducono in diversi aspetti, il primo è quello gestito dalla CPU che li farà reagire alle azioni in campo: se saranno lontani dalla palla adotteranno infatti un’andatura tranquilla, quasi camminando, seguendo però con lo sguardo lo svolgersi dell’azione, mentre se saranno coinvolti saranno in grado di dimostrare un livello di intelligenza decisamente alto con posizionamenti coscienti e scatti negli spazi. Altrettanta cura è stata posta nella gestione delle tattiche impostabili dall’utente, si potrà decidere quindi di far scattare tutta la squadra in avanti, di cambiare lato del campo con un lancio lungo, di favorire in tutti i modi il proprio fuoriclasse… l’unico limite sarà la fantasia, e vedere realizzata egregiamente la tattica precedentemente studiata aumenta la sensazione di controllo sull’azione ed anche il realismo della stessa. Sempre nella categoria delle personalizzazioni possibili ci è stato mostrato come sarà possibile studiare nei minimi dettagli i calci di punizione impostando il movimento preciso di ogni singolo giocatore: gli sviluppatori ci hanno mostrato la fedele copia di alcune punizioni d’antologia del calcio perfettamente riproposte a schermo grazie all’intuitivo editor, una caratteristica che renderà le sfide online ancora più vive, dato che ogni giocatore potrà studiare i suoi schemi preferiti e tenere il proprio avversario sulle spine ad ogni calcio piazzato. Ad affiancare il multiplayer online nella sua opera diretta ad aumentare la giocabilità di un titolo che, anche senza, sarebbe in grado di garantire centinaia di ore, troviamo il ritorno del Manager Mode: questa modalità è stata accuratamente potenziata con circa cinquanta singoli miglioramenti per andare in contro alle richieste dei consumatori non troppo soddisfatti di quella presente nel capitolo precedente. FIFA 10 non sarà dunque un mero aggiornamento delle rose dei giocatori, ma porterà con se tante modifiche strutturali di un’entità tale da offrire un’esperienza decisamente superiore allo scorso episodio.

Oltre la giocabilità
Se già nei precedenti episodi FIFA si è (a dirla tutta senza troppa fatica) distinto come la simulazione calcistica con il miglior comparto tecnico, quest’anno fa ancora di più, migliorando sensibilmente quanto visto negli scorsi capitoli. Le partite scorrono fluide senza un cedimento grazie anche al movimento di tutta la squadra che seguirà l’azione dando la sensazione di avere davanti dei giocatori attivi a prescindere che gli si dia qualche input. Le animazioni sono estremamente curate e lo si può vedere in ogni replay: tutti gli arti dei calciatori si muovono come li vorremmo vedere muoversi e nei contrasti il realismo è al top della categoria. Discorso medesimo per quanto riguarda la realizzazione dei volti che non sono mai stati così curati, le textures che ricoprono gli ottimi modelli poligonali dei giocatori sono di grande qualità e riproducono fedelmente muscoli ed ossa. Non sono solo i giocatori però ad essere curati, anche gli stadi infatti soddisfano per qualità e possono regalare durante i replay delle inquadrature mozzafiato, complice di questo anche l’attenzione posta nella realizzazione del terreno di gioco, decisamente bello da vedere sotto ogni luce, da quella fredda di una serata di neve al calore dei pomeriggi estivi a cui siamo abituati nella Penisola. Questo FIFA, oltre la giocabilità, ha veramente molto da offrire dalla personalizzazione senza precedenti alle varie modalità passando per una lunga, lunghissima lista di migliorie dallo scorso capitolo. Sono talmente tante le cose di cui parlare che lo spazio a nostra disposizione si rivela tiranno, ma per una volta è un bene. E’ un bene perché la grande passione messa dagli sviluppatori nella realizzazione di questo titolo va a tutto vantaggio dei giocatori, qualsiasi cosa abbiano in mente i nipponici di Konami dovrà essere una mossa coraggiosa per far fronte ad un avversario così ben preparato.

Recensione Videogioco FIFA10 scritta da MUGO

Commento Finale

FIFA 10 è il punto d’approdo di un cammino iniziato quando non c’era niente da perdere e del resto si sa, è dalle difficoltà che nascono le cose migliori. Electronic Arts ha avuto il coraggio di partire da zero migliorando di anno in anno quella che la passata stagione si è affermata come la migliore simulazione calcistica sul mercato. In quest’edizione non solo sono mantenuti gli standards, ma si è anche spostato ulteriormente il limite da raggiungere, proponendo così un prodotto che ha tutte le carte in regola per superare, ancora una volta, il crescente successo degli anni passati. Per seguire lo scontro tra i due grandi nomi del calcio virtuale non perdete di vista Spaziogames.it, che non mancherà di tenervi aggiornati.

Drakensang: The Dark Eye

Posted on the agosto 20th, 2009 under gioco di ruolo by Miki

Recensione

Piattaforma:
PC
Editore:
FX Interactive
Sviluppatore:
FX Interactive
Genere:
RPG
Drakensang: The Dark Eye

 

Punteggio

7.8/10

Pro:

+ Trama epica
+ Gameplay vecchio stile …
+ Buon comparto tecnico
+ Prezzo accattivante

Contro:

- Nessuna vera novità
-…che non a tutti piacerà
- Telecamera fastidiosa
- Manca una personalizzazione del personaggio

Drakensang: The Dark Eye

Nacque nel lontano 1984 in Germania da Werner Fuchs e Ulrich Kiesow, “Uno sguardo nel buio”: il gioco di ruolo da tavolo sul quale si baseranno le avventure di Drakensang. In Italia arrivò solo tre anni dopo, accolto inizialmente con molto entusiasmo, fu poi lasciato nel dimenticatoio, per lasciar spazio a giochi più acclamati e diffusi come un certo Dungeons Dragons. Le meccaniche di gioco sono molto simili a quest’ ultimo, ma più semplici e basate sulla fantasia e la libera interpretazione del giocatore.
Serviva proprio un gioco di ruolo fantasy alla DD per riportare su computer un GDR vecchia scuola, come si era visto anni fa con l’inossidabile Baldur’s Gate o più recentemente con Neverwinter Nights.
Purtroppo siamo in un periodo dove le scelte di un genere videoludico dipendono fortemente dalle correnti di mercato. Tempi duri quindi per questi giochi, affogati nel mare di sparatutto e action game, fatti più per “vendere” che per essere ricordati.
Lode allora al coraggio degli sviluppatori tedeschi di Radon Labs, che credendo ancora in questo genere, scommettono su un titolo old style, senza dimenticare comunque la connotazione videoludica in cui ora ci troviamo, fatta di grafica next-gen e milioni di poligoni, a cui oramai nessuno può e vuole rinunciare. Andiamo a scoprire insieme se questa scommessa ha portato i frutti sperati.

Vecchi amici in difficoltà…
Il gioco si apre con un filmato iniziale realizzato in computer grafica, ben realizzato e dallo stile epico. Si vedrà un nerboruto omaccione con una fiaccola in mano, aggirarsi per una grotta e raccontare una vecchia storia di dragoni, divinità e leggende. Ovviamente visto il genere, il tutto suonerà familiare, ma non per questo verrà meno l’effetto coinvolgente che solo certe atmosfere fantasy sanno regalare. Una volta finita l’introduzione sarà arrivato il momento di creare il vostro alter ego, ma si potrà solo scegliere sesso, razza e classe, fra tredici eroi già creati a tavolino. Ovviamente si tratta delle classiche categorie come guerriero, mago, soldato e pirata e le razze: elfi,nani e occidentali (umani). Manca del tutto una personalizzazione del personaggio, caratteristica notoriamente tipica del genere, ma tutto sommato non così indispensabile. Ora si è pronti a partire per l’avventura nel mondo di Aventuria. La missione che apre il gioco vi porterà nel villaggio di Avestrue, dopo aver ricevuto una lettera da un vecchio amico che chiederà di incontrarvi a Ferdok, una città che si trova nelle vicinanze. Purtroppo però l’entrata per Ferdok è consentita solo a persone con permessi speciali, e quindi si dovrà ottenere la raccomandazione da due abitanti che confermino le vostre buone intenzioni. Inizialmente elementare, questa missione vi porterà a impratichirvi delle meccaniche di gioco e ad affrontare altre sotto missioni perlustrato in lungo e in largo tutte le meravigliose ambientazione che caratterizzano Aventuria. Il plot narrativo che ne segue saprà lasciarvi incollati allo schermo dal primo all’ultimo fotogramma di gioco, senza mai risultare noioso e ripetitivo. Per questioni di narrazione, non vogliamo anticiparvi nulla della bella trama di Drakensang, tanto intensa da poter scriverci addirittura un libro.

Gioco di ruolo vecchia scuola
Drakensang, come già detto, è stato ripreso da un gioco in scatola, non sarà quindi stata facile la trasposizione di tutti quei crismi e quelle meccaniche tipiche dei giochi di ruolo. Il compito però è riuscito nel migliore dei modi ai ragazzi di Radon Labs, raggiungendo l’obiettivo di mantenere inalterata l’anima di “Uno sguardo nel buio” e aggiudicandosi così l’appellativo di gioco di ruolo, vecchio stile. Basterà infatti attaccare una qualsiasi creatura, per rendersi conto a cosa ci troviamo di fronte. Non si tratterà del solito punta e clicca frenetico, dove la prontezza delle dita predomina sul mero aspetto tattico e ruolistico. Il gioco infatti durante le fasi di attacco entrerà momentaneamente in pausa, lasciando al giocatore il tempo di fare le sue scelte tattiche. Il tutto verrà accompagnato da un interfaccia grafica che segue alla lettera il regolamento, munito di una finestra aggiuntiva che permetterà di controllare tutte le mosse fatte. Sarà consentito inoltre, usare magie e mosse speciali, che andranno a consumare rispettivamente energia astrale (il più classico mana) e resistenza. L’uso della pausa potrebbe fare storcere il naso ai più, ma è una caratteristica che richiama fortemente la filosofia inseguita dagli sviluppatori, e rende giustizia al gioco da tavolo.
In questa avventura non sarete soli: sul lungo cammino incontrerete altri eroi pronti a schierarsi al vostro fianco, fino ad un massimo di tre. Una volta aggregato il terzo personaggio, c’è comunque la possibilità di arruolarne altri, perché vi sarà a disposizione un rifugio dove tutti gli eroi incontrati si ritroveranno, potendo cosi scegliere a quale affidarsi per la successiva missione.
Il sistema di crescita dei personaggi è basato sui classici punti esperienza, guadagnati attraverso i combattimenti e le missioni, divisi equamente fra gli eroi della compagnia. Niente di nuovo, se non la presenza di altri tipi di punti esperienza, denominati “avventura” . A differenza dei punti esperienza, che possono essere utilizzati in qualsiasi momento per aumentare le caratteristiche e le abilità degli eroi, quelli avventura innalzano il livello massimo a cui può aspirare un eroe con i punti esperienza. Va detto però che questi punti devono essere gestiti con il contagocce, visto che il gioco non è proprio “una passeggiata fra i boschi”. Il livello di difficoltà non è, fortunatamente, permissivo e pretende dal giocatore costanza e allenamento. Capiterà più volte infatti, dopo essere stati massacrati, di dovere tornare a uccidere un mostro dopo essere saliti di qualche livello. Con questo non vogliamo dire che si tratta di un’esperienza frustrante, tutt’ altro, ma vogliamo mettere in guardia chi è abituato ai semplicismi di molti titoli odierni. Siamo di fronte a un GDR vero, senza compromessi.

Il canto del Drago
Da un punto di vista tecnico Drakensang è sufficientemente caratterizzato, gli ambienti che fanno da sfondo all’avventura si lasciano guardare, le texture e gli effetti particellari sono di discreta fattura, anche se la palette dei colori risulta un po’ troppo accesa, ma nel complesso azzeccata. Lo stesso non si può dire dei modelli poligonali di personaggi e PNG, spesso poco dettagliati, soprattutto per quanto riguarda i volti..
Il comparto sonoro accompagna ottimamente il susseguirsi dell’avventura, e anche il parlato sarà completamente in italiano, anche se i dialoghi saranno parlati solo per la prima battuta, una nota di demerito della quale non riusciamo a capire il motivo. Un’altra imperfezione che proprio non ci è piaciuta è la telecamera, a tratti risulterà molto fastidiosa non regalando una visione di insieme come si vorrebbe, avremmo preferito una visuale isometrica con telecamera fissa, un pò alla Diablo per intenderci. Nel complesso, considerato anche il budget restrittivo che caratterizza queste produzioni a basso profilo, Drakensang dispone di un buon comparto tecnico.

Sintesi

Dopo un po’ di tempo in cui i GDR vecchia scuola non facevano più parlare di sé, ecco arrivare dalla Germania, in punta di piedi, questo Drakensang. I numeri parlano di ben 30 ore di gioco assicurate seguendo le missioni principali, arrivando fino a 80 ore esplorando il mondo di Aventuria in lungo e in largo. Insomma, una trama epica, un’ambientazione fantasy e una giocabilità che non hanno nulla da invidiare a titoli più blasonati, il tutto ad un prezzo accattivante, fanno di questo gioco un titolo imperdibile per gli amanti del genere, e perché no, un’occasione per gli altri di avvicinarsi a questo mondo tanto affascinante e intrigante. Va ricordato però, come già detto più volte, che siamo di fronte a un gioco di ruolo allo stato puro, quindi niente semplificazioni tipiche dei giochi odierni. Consigliamo allora, per chi non volesse qualcosa di troppo rigido e “ruolistico” , di focalizzare l’attenzione su altri titoli, magari un hack’n’slash.

Altri articoli e recensioni su:

Spaziogames.it

Pro Evolution Soccer 2009

Posted on the settembre 24th, 2008 under sport by Miki

A pochi giorni dall’uscita della demo ufficiale, Spaziogames ha avuto modo di mettere le mani su Pro Evolution Soccer 2009, attesissimo ultimo capitolo del calcio Konami, direttamente presso gli uffici Milanesi di Halifax, in un ampio Hands-On di circa 3 ore sulla versione Playstation 3. Sicuri che nessuno mancherà al prossimo download della versione di prova per valutare personalmente la qualità della nuova produzione, abbiamo posto particolare attenzione alle modalità disponibili, e ad eventuali implementazioni nell’editor, oltre che a sfatare alcuni rumors circolati sulla rete.

Menù
Il video introduttivo in bianco e nero vede due squadre di fantasia, la “Pes United” e la “Legends”, sfidarsi in una serie di azioni con effetti laser rossi, intervallate da fermi immagine con transizioni della scena a colori pastellosi, come se le immagini fossero quelle di un dipinto che si colora magicamente. Le schermate di selezione sono apprezzabili, realizzate in stile “freestyle”, con i medesimi effetti pastellosi dell’intro, oltre che un generale appeal “underground” molto caratteristico. La colonna sonora, di sicuro impatto, va dal rock al pop, con canzoni orecchiabili ad accompagnare i differenti menù, come da tradizione per la serie.

Modalità
Interessanti novità tra le modalità di PES 2009. Ovviamente presente l’immancabile esibizione, in cui figura una nuova possibilità per quanto riguarda la scelta dei teams: giocando più volte con le medesime squadre, queste vengono inserite automaticamente in un’apposita categoria di selezione rapida, cosi da essere raggiungibili velocemente nelle sessioni di gioco successive. Presente ancora la possibilità di competere in campionati e coppe, anche personalizzate, oltre alla classica modalità allenamento, amata dai fan e dai novizi che potranno sfruttarla per imparare i controlli avanzati del gioco, ed alla galleria, dove possiamo visualizzare records e gol salvati.

Uefa Champions League
Questa opzione, più che una modalità a se stante, è un ottima scorciatoia per entrare nell’atmosfera della Champions. Selezionandola, infatti, avremo già organizzata l’intera competizione, a partire dalle prime fasi. Oltre alla modalità coppa è presente una modalità Esibizione dedicata, dove avremo modo di effettuare il classico match singolo ma introdotto da un intro dedicata alla competizione, oltre che da un particolare logo nel menù di scelta delle squadre che, selezionato, ci mostra in un’unica categoria le squadre partecipanti alla champions, cosi da poterle selezionare senza andare nei relativi campionati; si tratta di una scelta utile e, probabilmente, legata in qualche modo anche a motivi di licenza.

Master League
La M.L. ricalca quella vista nelle passate edizioni. Purtroppo, per ovvie ragioni, in sede di preview non è stato possibile testarla nelle sue funzionalità; abbiamo però potuto notare l’immancabile possibilità di selezionare il team di partenza, tra un team preso dall’esibizione, con i relativi campioni, oppure con la loro rimozione in favore degli ormai storici giocatori default, o ancora la creazione di una squadra personalizzata, creata da zero, con maglietta e loghi personalizzati. A proposito dei giocatori default, ovviamente gradito il ritorno di veterani come Minanda, Espimas e soprattutto Castolo, ormai rispettivamente di 37, 35 e 33 anni, affiancati da giovani come il ventitreenne Ordaz, Dodo o il più giovane Jaric.
Come nelle passate edizioni, volendo vivere la nostra ML nel campionato italiano, dovremo integrare 8/9 squadre straniere nella seconda divisione, così da completare il roster di partecipanti.

Diventa un mito
Questa è la modalità che più ci ha divertito nell’hands-on. Una volta avviata avremo modo di creare il nostro futuro mito, che partirà da diciassettenne, come ottimo giocatore di una squadra sconosciuta. Possiamo selezionare il look ed il suo aspetto in maniera similare a quanto avviene nell’editor standard del gioco, cosi come il nostro ruolo preferito, ma non le caratteristiche fisiche e tecniche, che rimangono invariate da quelle default. Partiremo con una corporatura di tipo medio e un altezza di 175 cm, con caratteristiche tecniche basse e bilanciate tra loro, che potremo sviluppare durante la nostra carriera come preferiamo, attraverso l’allenamento. Come si può facilmente immaginare, in questa modalità utilizzeremo solo il nostro alter-ego, utilizzando la visuale panoramica, simile alla telecamera “professionista” del gioco concorrente, oppure una visuale più coinvolgente, proprio dietro alle spalle del giocatore, che ci immergerà al meglio nell’azione. Da notare che sembra assente la possibilità di chiamare un passaggio e ricevere palla a comando. Se da una parte ciò può risultare fastidioso, dall’altra si concretizzerà un forte senso di realismo quando noteremo con quale puntualità i compagni ci servano nella maniera migliore, se riusciamo a proporci nell’azione con le giuste tempistiche, proprio come avviene nel calcio reale. La nostra carriera inizia in una partita di scarsa importanza, tra squadre sconosciute, ma già dopo il primo successo verremo contattati da tre dei team partecipanti al campionato da noi selezionato. Per ognuna delle squadre che si propone di acquistarci, verrà segnalata la sua posizione in classifica, lo stipendio offerto, ed altre piccole statistiche. Fatta la nostra scelta, scopriremo quanto sia difficile passare da essere gli eroi di una piccola società, ad essere panchinari, o peggio “tribunari”, in una società più grossa. Inizialmente, infatti, non verremo neppure convocati, e dovremo guadagnare a fatica anche solo la panchina. Fortunatamente, l’attesa non è una semplice serie di menù da confermare: abbiamo, come già evidenziato, la possibilità di scegliere il nostro carico di lavoro preferito, in base ai settori in cui vogliamo migliorare, siano essi potenza, velocità, resistenza, dribbling, capacità di finalizzare e via dicendo. Selezionato il carico, giocheremo una suggestiva partita d’allenamento “titolari vs riserve”, in un desolato campetto dove dovremo dimostrare di meritare la fiducia dell’allenatore. Al termine della partita, oltre ai punti esperienza legati al risultato ed alla qualità espressa dal nostro gioco, otterremo esperienza nei vari attributi, proporzionalmente a come abbiamo deciso di settare il nostro carico di allenamento. Il nostro scopo, ovviamente, sarà di ottenere contratti sempre migliori, arrivando a giocare nelle competizioni più importanti. Ad aiutarci, qualora ce ne fosse bisogno, possiamo abilitare la funzione Auto Move, che muoverà in maniera automatica il nostro giocatore nelle fasi senza pallone, cosi da posizionarlo nella zona migliore, relativamente al ruolo interpretato.

Online
Per quanto riguarda il versante online, che non è stato testato in sede di preview, appaiono a menù due modalità apposite, la classica online, oltre alla modalità Miti, che permette di far sfidare il Mito da noi creato, con quello degli utenti di tutta la rete.

Aggiornamenti mercato
Impossibile per ora fare una completa disamina di tutti i trasferimenti, ma da una rapida analisi sui giocatori che hanno cambiato società recentemente nel calcio reale, possiamo ipotizzare che le rose non siano aggiornate completamente. Abbiamo infatti, ad esempio, Oddo, Brocchi e Paloschi ancora al Milan, mentre manca Shevchenko, che troviamo nel Chelsea (squadra che nel gioco ha un altro nome), cosi come Quaresma non è ancora all’Inter. Ovviamente è possibile effettuare i trasferimenti mancanti tramite editor, ma un aggiornamento più preciso sarebbe stato molto gradito, e non è nota l’eventuale futura presenza di un download automatico delle rose.

Editor
Una componente ormai fondamentale per un gioco di calcio è diventato l’editor interno. L’edizione 2009 del calcio targato Konami ci presenta un editor simile a quello già visto l’anno scorso, con gradite migliorie soprattutto relative alla scelta delle tipologie di capelli e barba, ora selezionabili grazie ad un menù ampio e chiaro, che ci risparmia la frustrazione di ciclare decine e decine di looks prima di trovare quello desiderato. Ancora una volta abbiamo modo di modificare liberamente le acconciature dei calciatori sotto licenza, mentre è impossibile la modifica della barba sui visi fotografici; per fare questo sarà necessario passare ad un volto personalizzato tramite assemblaggio.
L’introduzione più interessante di quest’anno è la buona varietà di scarpini differenti disponibili. Oltre alle classiche scarpe generiche marchiate we/pes, abbiamo un ottima lista di modelli delle migliori marche, tra Adidas, Nike e Puma. La lista completa prevede: WE/PES Original Nere, bianche, Rosse e Blu; Adidas Predator bianche; Adidas Pure nere; Nike F50 Tunit verdi e bianche; Nike Air legend II; Nike Total 90 laser II rosse; Nike Mercurial Vapor IV blu; Nike Ronaldinho Dois bianche; Puma King XL bianche, oro e nere; Adidas v1.08 Triks nere; Puma V-Konstrukt II nere. Da notare che alle posizioni 17 e 18 apparivano al posto della normale preview delle scarpette, due quadri con una X. Non è noto se questi andranno a riempirsi con due ulteriori modelli di scarpini sbloccabili. Purtroppo nella versione testata non appariva più la possibilità di attribuire ad un calciatore i calzettoni bassi, mentre sono ancora disponibili quelli alti sino al ginocchio ed ovviamente quelli standard. Altro ritorno dalle versioni PS2 che sarebbe stato gradito, e purtroppo di nuovo assente, la possibilità di scegliere il modo di indossare la maglia, tra rimboccata o fuori dai pantaloncini.
Per quanto riguarda i parametri tecnici, nulla cambia da quelli apprezzati sino ad oggi, sia per le abilità tecniche che per quelle speciali, le famose “stelle”.
Sul versante editor squadre, novità importanti sono state introdotte per quanto riguarda i cori dei teams. Tramite apposito menù “tifo” ci sarà la possibilità di modificare i cori default di ogni squadra, sostituendoli con una lista predefinita di cori divisi per nazionalità dei tifosi e differenti per stile, oppure importando un mp3 con i cori che preferiamo (anche in questo caso confermata la funzione su PS3, non è nota la presenza di tale possibilità su Xbox 360).

Opzioni pre-match
Oltre alla consolidata possibilità di giocare una partita con un singolo giocatore, è davvero gradita l’introduzione della possibilità di selezionare quali giocatori andremo a ciclare, con la pressione del tasto di cambio giocatore manuale. Grazie a questa novità, durante l’incontro potremo scorrere solamente i calciatori selezionati, cosi da poter interpretare solo due o tre tra i nostri preferiti: un’ottima via di mezzo tra il classico sistema di gioco, e l’utilizzo di un singolo campione.
Sarà possibile selezionare uno tra 19 stadi disponibili, tra i quali esordisce l’Olimpico di Torino, con la possibilità di variare momento della giornata e clima. Qualora si scelga di giocare in modalità Esibizione Champions League, le partite potranno essere svolte solo di sera.

Telecronaca
Dopo anni di telecronisti semisconosciuti, finalmente viene introdotta una coppia di grande carisma, ovvero Pierluigi Pardo e José Altafini. Seppure durante le prove (che ricordiamo sono state effettuate con una versione preview e non completa) sia stata verificata qualche imprecisione, come il grido: “Due a Zero, il secondo tempo inizia bene” dopo aver segnato in realtà il goal dell’ 1 a 0, la telecronaca risulta davvero divertente e non stancante, specialmente nei caratteristici interventi del mitico “Josinho”. Solo dopo molto tempo dedicato a lunghe sessioni di gameplay sulla futura versione completa, si potrà confermare l’impressione di buona varietà avuta dalla preview.

Giocabilità ed appeal generale
Molti fan della serie da anni hanno lentamente abbandonato gli ultimi capitoli, convinti che lo spirito storico del gioco si stesse perdendo, in favore di ritmi di gioco velocizzati e sin troppo immediati. Il parere dopo qualche partita è che la velocità di gioco sia stata sensibilmente ridotta, e che il ritmo sia tornato più vicino a quello che ci fece innamorare del titolo e che per anni lo portò a vette irraggiungibili di qualità. Apprezzabilissima la fisica della palla, che sembra tornata ad un ottimo livello di realismo, soprattutto nei tiri dalla distanza o al volo, che non hanno dato la sensazione di missili teleguidati avuta, purtroppo, sino all’anno scorso.
Per quanto l’impatto audio/visivo generale sia fondamentalmente ancora simile a quello di PES 20008, facendoci pensare che il motore che muove il gioco sia ancora quello che gestiva le versioni di qualche anno fa piuttosto che qualcosa riscritto ad-hoc per la Next-Gen, è evidente il grande lavoro fatto per renderlo più fluido, eliminando quei rallentamenti diventati ormai tipici, anche grazie alla rimozione di elementi superflui, presenti in PES2008, come il box che mostrava un giocatore rientrante da bordocampo dopo un presunto infortunio, che portava a scatti tanto palesi da impedire di giocare correttamente per qualche secondo. Ottima anche l’implementazione di numerose animazioni, grazie alle quali, riferendoci nel dettaglio a quelle relative al cambio di direzione nella corsa dei giocatori, risulta ora molto più difficile replicare i coast-to-coast tipici dell’edizione 2008, dovendo di fatto tenere conto di quanto i vari movimenti “extra”, rispetto alla normale corsa, rallentino il nostro incedere. Le stesse nuove animazioni rinnovano la varietà delle azioni realizzabili, con palloni alti controllati di spalla o colpiti al volo in maniera molto realistica, apparentemente senza quelle “slogature di arti” notate in passato sui colpi di prima.
Grosse implementazioni ha subito anche l’Intelligenza Artificiale. Già a livello di difficoltà medio sono stati apprezzati cambiamenti di fronte, filtranti alti ed aperture sulle fasce, che rendono imprevedibile l’azione delle squadre gestite dalla COM. In fase offensiva abbiamo notato calciatori avversari rallentare al limite della nostra area di rigore, durante una situazione di 1 contro 1 con il nostro portiere, infilandolo al primo tentativo di uscita dai pali, mentre in fase difensiva le migliorie apportate permettono ora ai difensori di scalare in maniera funzionale, e di attenderci o raddoppiare in maniera valida.
Purtroppo un problema noto ai fan più attenti della saga è tornato a farsi notare: in un paio di occasioni, durante una fase difensiva, ci è capitato di deselezionare il difensore con cui marcavamo l’attaccante avversario, per controllare un differente giocatore con cui andare ad intercettare palla. Il difensore in marcatura, appena libero dal nostro controllo diretto, è partito in scivolata travolgendo l’attaccante, portando al rigore in una delle due occasioni citate. Chi conosce bene la serie è da tempo abituato a gestire questo tipo di situazioni, continuando a tenere l’uomo con il difensore, e mandando la COM a raddoppiare tramite l’apposito tasto; ciononostante la completa risoluzione dell’inconveniente sarebbe stata certamente gradita.

Conclusioni
Fatto salvo per l’impatto video dello stadio e dei giocatori, che appare piuttosto simile a quello delle edizioni passate, e che non trasmette del tutto quella “sensazione televisiva” di altre produzioni, è evidente il miglioramento qualitativo di Pro Evolution Soccer 2009, soprattutto per quanto riguarda la varietà delle animazioni, la fluidità e, in generale, la rifinitura di quello che è il gameplay vero e proprio, con un ritmo di gioco generalmente più ragionato e un’intelligenza artificiale migliorata, che impediranno le cavalcate solitarie e l’effetto “super-uomo” che affliggevano irrimediabilmente l’edizione passata. Le nuove modalità inserite, come “Diventa un Mito”, aggiungono longevità e varietà a un titolo che necessitava di una ventata d’aria fresca.
L’impressione è che PES 2009 possa diventare il titolo che i fan della serie aspettavano per tornare ad amare il calcio Konami, dopo le delusioni delle edizioni precedenti. Solo tante, tante ore di gioco con la versione completa, potranno confermare questa impressione: come tutti gli appassionati di videogames sanno, infatti, la giocabilità di un titolo sportivo, in particolar modo se dedicato allo sport più amato in Italia, è valutabile solo dopo numerose ore di gameplay in single e multyplayer, impossibili da accumulare in sede di preview. Vi invitiamo quindi a continuare a seguire le pagine di Spaziogames, che presto vi proporrà le recensioni delle versioni finali.

aragorn84