
GIGABYTE annuncia un nuovo contest dedicato all’overclocking più spinto, dal nome già piuttosto esplicativo “Beat me if you Dare“.
Si tratta, questa volta, di spremere al massimo le capacità di calcolo di qualsiasi GPU in commercio, ma rispettando alcune specifiche necessarie per l’ammissione del proprio hardware.
Suddiviso in tre fasi, dal 1° ottobre al 31 dicembre, il concorso vede in palio come premio finale ben 9.000 dollari, oltre a numerosi riconoscimenti minori, come periferiche hardware.
Nel primo appuntamento, i partecipanti gareggeranno per ottenere il punteggio più alto nei benchmark 3DMark Vantage e il maggior numero di frame per secondo nell’esecuzione di Resident Evil 5. Al migliore verranno consegnati 1.500 dollari.
Per rendere ancora più interessante la competizione, un team interno a GIGABYTE provvederà a definire alcuni valori con un elaborato overclocking e, coloro in grado di superarli, vedranno raddoppiate le somme di denaro vinte.
Maggiori informazioni a proposito dovrebbero essere presto rese disponibili sul sito ufficiale del produttore.
C’è ancora spazio per aumentare le prestazioni
Le prestazioni della scheda grafica sono determinate dalle velocità di clock a cui operano il processore grafico (GPU) e la memoria video. Generalmente, elevata velocità di clock corrisponde a una velocità di trasferimento dati superiore, che si traduce in prestazioni maggiori o, più in generale, in un maggior frame rate. Più elevato è il frame rate, meglio sarà. 60 FPS sono considerati la situazione ottimale. Tuttavia, si tratta solo di una convenzione, poiché il senso di fluidità di un’animazione/video cambia da persona a persona.
La velocità di 60 FPS è oggetto di frequenti discussioni. Tutto ha origine dal frame rate con cui vengono proiettate le immagini nei cinema, che è pari a 24 FPS, velocità condivisa anche da molti video HD – ed entrambi sono fluidi. In base al genere, alcuni giochi 3D necessitano di un frame rate superiore ad altri. Per esempio, giochi di strategia in tempo reale, come Tom Clancy’s EndWar o Command and Conquer, appaiono fluidi anche alla velocità di 20 FPS. Gli sparatutto in prima persona, invece, come Far Cry 2 o Call of Duty, sono decisamente differenti. Se con il vostro personaggio corrente in una direzione mentre, simultaneamente, vi voltate, potrete notare che 25 FPS sono insufficienti per offrire la sensazione di fluidità, che è una necessità inderogabile per questi giochi.
In base a quanto la vostra vista è sensibile, molti giocatori sono in grado di notare differenza tra 23, 35 o 60 FPS nelle sequenze più veloci. Gli appassionati, solitamente, puntano ai 60 FPS, e per delle buone ragioni. Questa velocità offre una sorta di assicurazione. Se la scena a schermo, improvvisamente, si fa molto più pesante, e la scheda grafica si trova in difficoltà nella gestione del carico di lavoro, il frame rate può calare al di sotto della soglia di giocabilità. Se la scheda è in grado di sostenere un elevato frame rate medio, le possibilità che durante le scene più pesanti la velocità non scenda sotto il punto di in giocabilità sono maggiori.
Il frame rate che una scheda grafica è in grado di raggiungere non deve essere confuso con il refresh rate del monitor. Fino a che il segnale verticale è sincronizzato (v-sync), il frame rate viene adattato alla velocità di refresh del monitor. I monitor LCD, solitamente, usano una frequenza di refresh di 60 Hz, che porta il tetto degli FPS a 60. Il vantaggio di questa opzione è che il frame rate è sempre sincronizzato con il refresh del monitor, ma lo svantaggio è che nelle scene più intricate, questo numero sarà costretto a scendere a 30, o anche 15 (divisori dei 60 Hz). Disabilitando il v-sync, la scheda grafica può sviluppare anche altri frame rate, come 23 o 27 FPS.
Tuttavia, siccome la frequenza a cui le scene 3D sono renderizzate non è sicronizzata con lo schermo, potreste notare dei disturbi nella scena (linee che non dovrebbero esserci). Vi è mai capitato di vedere un video HD, girato a 24 PFS e visualizzato su un monitor a 60 Hz, in cui durante una panoramica laterale, parti della stessa immagine sembravano traballare? Questo è il difetto di cui parliamo. Gli utenti più smaliziati overcloccano le proprie schede grafiche per aumentarne le prestazioni, specialmente alle alte risoluzioni, così da ovviare alla mancanza di potenza.
Aumentare il frame rate tramite l’overclock
Per overcloccare la vostra scheda grafica avrete prima di tutto bisogno di uno strumento per l’overclock, il driver giusto e una CPU sufficientemente potente per supportare l’aumento di prestazioni grafiche. A basse risoluzioni, e con impostazioni qualitative ridotte, una scheda grafica sarà sempre frenata dalla potenza della CPU. Se avete un processore vecchio o lento, overcloccare la scheda grafica non vi porterà un grande beneficio. Fortunatamente, potete overcloccare anche la CPU (Guida: Overclock CPU Intel e AMD a basso costo) , donandogli la potenza necessaria per gestire l’intelligenza artificiale o la fisica del gioco.
Anche la CPU è in grado di offrire un po’ di spazio per l’overclock. Per esempio, un tipico Core i7-920, alla velocità di fabbrica di 2.67 GHz, solitamente non ha problemi a funzionare a velocità fino a 3.8 GHz, che costituisce un aumento della velocità di clock del 42%. La situazione è però differente per la scheda grafica. Con un’ATI Radeon HD 4870, overcloccare la GPU dalla velocità di default di 750 MHz a 820 MHz, è già un buon risultato, anche se l’incremento è di solo il 10%.
Quando si prova a stabilizzare una CPU overcloccata, il primo approccio (solitamente il migliore) è incrementare la tensione del core dal BIOS della scheda madre. Tuttavia, sconsigliamo caldamente a chiunque di effettuare cambiamenti al BIOS di una scheda video, senza sapere cosa toccare. La ragione è semplice: il calore prodotto. Modificare la velocità del processore e la tensione del core scelleratamente fino a quando lo permette il dissipatore, non è una scelta corretta. I dissipatori standard sono solitamente progettati per mantenere la GPU al di sotto della temperatura di soglia. A seconda dello specifico modello, questa soglia può essere tra 80 e 105 gradi centigradi. Ovviamente, l’unico modo per far fronte al calore in eccesso, figlio dell’overclock, è incrementare la frequenza di rotazione della ventola, con un conseguente aumento della rumorosità.
Se ciò funziona o meno, dipende dal dissipatore e dal sistema di controllo della ventola. È anche possibile sostituire il dissipatore standard con un modello aftermarket. D’altra parte, persino i design di riferimento dual slot usati da diverse aziende sono più che decenti.
Per quanto riguarda la modifica del profilo di velocità della ventola, sarete in grado di gestirla attraverso i driver, un programma o il BIOS della scheda, ma dipende dal produttore della scheda e dal vostro modello specifico.
Per questo articolo, abbiamo scelto due una Radeon HD 4870 e una GeForce GTX 260 (216 SP). Abbiamo usato i driver con funzionalità di overclock integrata e software di terze parti per aumentare le frequenze di lavoro.
La caratteristica più interessante del chipset di fascia media Intel P45 Express è senza dubbio il supporto al PCI Express 2.0, già integrato nelle soluzioni di fascia alta X38 e X48. I primi test non ci hanno impressionato, quindi perché abbandonare il pur sempre valido P35 per una tecnologia che, al giorno d’oggi, non è ancora sfruttata dalle schede video? Per capire l’importanza del PCIe 2.0 bisogna prendere in considerazione un’altra caratteristica chiave del Northbridge: la possibilità di dividere le sedici linee in due collegamenti x8.
il P45 Express è il nuovo chipset Intel mainstream, ma non significa che le schede madre che lo integrano siano forzatamente “medie”. Alcuni dei modelli provati possono considerarsi vere e proprie alternative a basso costo dei modelli X48, altre delle soluzioni budget e il resto si colloca tra questi due estremi.
Abbiamo pochi vincitori, come la Gigabyte EP45-DQ6, per le caratteristiche integrate, e la ECS P45T-A, che offre CrossFireX a un prezzo molto basso. Ben figurare in alcune categorie, però, non porta automaticamente un premio, e nessuno di questi modelli ha raggiunto risultati tali da meritarselo.
La ASRock P45TS-R potrebbe diventare la scheda madre più invisa agli appassionati, perché offre buone prestazioni, ma manca di funzionalità e ha un layout dei connettori azzardato. Il set di funzionalità, il ristretto più ristretto tra le schede madre testate, la esclude dalla lista dei potenziali vincitori di premi. È anche difficile trovarla nei negozi.
La seconda classificata è la P45D3 Platinum di MSI, che ha raggiunto la frequenza della CPU stabile più alta. Un insieme di funzionalità generose e un buon layout incrementano ulteriormente il suo valore, tuttavia è anch’essa difficile da trovare.
La terza classificata per prestazioni e la seconda per overclock della CPU, la MSI P45 Platinum è un grande prodotto ed ha un prezzo accettabile. L’unica domanda in sospeso è se i 25 euro di differenza tra questa scheda e la più completa P5Q Deluxe favoriscano MSI o Asus. Per noi, la scheda madre da acquistare deve cadere esattamente tra questi due prodotti di punta.