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Street Fighter IV

Posted on the agosto 20th, 2009 under Picchiaduro by Miki

Recensione
Piattaforma:
PC
Editore:
Halifax
Sviluppatore:
Capcom
Genere:
Picchiaduro

 

Punteggio

9.2/10

Pro:

+ Street Fighter è più in forma che mai
+ Unico nel suo genere su PC
+ Graficamente piu definito rispetto alle versioni console
+ Ottimo in singleplayer, infinito in multiplayer

Contro:

- Mancano un paio di personaggi storici
- Produce assuefazione

Street Fighter IV

Nel 1991 le sale giochi erano ancora stanze buie e impregnate di quell’atmosfera caratteristica che ricordava, a chi vi sarebbe entrato, che lì sarebbe stato possibile evadere per qualche minuto dalla realtà, immergendosi in un mondo di sprites colorati e maldestramente animati. Quell’anno, però, pochi potevano immaginare che Capcom stava per scrivere un capitolo fondamentale nella storia dei videogiochi. Street Fighter 2: The World Warrior piombò nella scocca di alcuni coin-op come un fulmine a ciel sereno e si fregiò immediatamente del titolo che ancora oggi detiene saldamente, quello di picchiaduro più famoso e giocato di sempre. Asciugate le lacrime di nostalgia, il re è tornato, adesso anche su PC.

Vecchie glorie, nuovi campioni
Tutti gli appassionati di videogames sapranno benissimo che tipo di gioco sia Street Fighter. Considerando il deserto di titoli del genere presenti su PC, rinfreschiamo le idee: il titolo Capcom è un picchiaduro a incontri vecchia scuola, in cui due lottatori si combattono in un ambiente bidimensionale con l’obiettivo di ridurre il più velocemente possibile la barra d’energia dell’avversario. Mentre su console questo genere ha continuato a vivere grazie ad esponenti di spicco quali Tekken e Dead or Alive che lo hanno evoluto in tre dimensioni, il panorama pc per qualche oscura ragione non è mai stato altrettanto ricco. Street Fighter IV, quindi, arriva finalmente a riempire un vuoto che per molti vecchi appassionati pareva incolmabile e la sua uscita su questa piattaforma riveste un’importanza ancora maggiore rispetto alle console.
Come annunciato da Capcom in fase di sviluppo e appurato prima nei coin-op delle sale giapponesi e poi su PlayStation 3 e Xbox 360, il quarto capitolo della serie ha tentato una strada difficile, vincendo però la propria scommessa: rinverdire i fasti del magico episodio del 1991 e ristrutturarlo per renderlo attuale anche a diciotto anni di distanza. Un lavoro da artigiani fini, da veri storici del videoludico che, possiamo dirlo, è riuscito perfettamente.
Non fatevi ingannare dalle immagini, Street Fighter IV, nonostante presenti modelli tridimensionali di qualità, mantiene un’anima bidimensionale. Ciò significa che i lottatori si muovono solo sul piano verticale ed orizzontale, senza la possibilità di andare in profondità, riproponendo lo stesso gameplay che ha reso grande la serie.
Per sancire il successo del ritorno del Re, però, dovevano essere rispolverati anche i personaggi storici che tutti hanno imparato ad amare ed odiare. Un elemento non da poco, visto il carisma di queste vere e proprie icone, la cui importanza è stata colta subito da Capcom. Ecco quindi tornare direttamente da SF2, più in forma che mai, Ryu, Ken, Chun Li, Guile, Zangief, Honda, Blanka, Dalshim, Balrog, Sagat, Vega e Bison, mentre dalle versioni successive Akuma, Gouken, Gen, Sakura, Rose, Fei Long, Dan e Cammy. Quattro sono invece le nuove entrate: Abel, un misterioso ragazzone francese che ha perso la memoria, Crimson Viper, un’affascinante detective, El Fuerte, un cuoco dotato di un’agilità fuori dal comune e infine Rufus, un grassone americano amante del Kung-Fu.
Il cast, insomma, dovrebbe soddisfare tutti i palati, da quelli più nostalgici a chi cerca un nuovo fighter in cui immedesimarsi.
Sembra scontato dirlo, ma è importante sottolineare come ogni personaggio abbia mantenuto inalterato il proprio stile di combattimento, quindi potrete trovare tutte le mosse speciali con le quali maltrattavate i coin-op tanti anni fa. Anche i movimenti richiesti per le esecuzioni sono sempre gli stessi: mezze lune, indietro-avanti, pugni o calci premuti a ripetizione sono combinazioni entrate ormai nell’immaginario collettivo dei videogiocatori e che, incredibilmente, risultano meravigliosamente attuali anche a distanza di tanto tempo.

You must defeat Sheng Long to stand a chance
Street Fighter IV, così come i suoi predecessori, è un videogioco estremamente duttile, che si dimostra allo stesso tempo immediato quanto profondo e complesso, se lo si studia a fondo. Come da tradizione, il giocatore può contare su sei colpi “base”: pugno debole, pugno medio, pugno forte e i tre corrispettivi per i calci. Imparare a scegliere la potenza del pugno o del calcio a seconda della situazione di gioco non è molto difficile e con un minimo di pratica si ottengono risultati più che discreti. Per essere davvero competitivi, soprattutto negli scontri online, è però fondamentale capire come dominare le nuove tecniche speciali studiate da Capcom.
Iniziamo dall’introduzione probabilmente più originale ed importante, il “Focus Attack”. Eseguibile premendo contemporaneamente pugno e calcio medio, questo attacco per essere efficace va caricato un paio di secondi, durante i quali tutti i colpi del nostro avversario verranno assorbiti. Ciò significa che mentre verremo colpiti non si interromperà l’animazione del Focus ma la nostra barra di energia scenderà temporaneamente, per poi rigenerarsi nel caso in cui la tecnica andasse a segno. Questa mossa è di straordinaria importanza, perché permette prima di tutto di sferrare un contrattacco in qualsiasi situazione e può stordire per qualche istante il nemico, rendendolo vulnerabile ad altri colpi o combo devastanti.
In fondo allo schermo si trovano due indicatori, uno orizzontale per le “Super” e le “EX” e uno circolare per le “Ultra”. Entrambe le barre si riempiono durante il round a seconda dei colpi presi o ricevuti, con la differenza che quella della “Ultra” viene annullata tra un round e l’altro.
La barra delle “Super” è divisa in quattro parti: se caricata del tutto permette di eseguire una versione ridotta delle “Ultra combo” che vedremo in seguito, mentre è sufficiente che ne sia riempita anche solo una porzione per scoccare una “EX”, ovvero una variante più potente delle tipiche mosse speciali come lo Shoryuken.
Le “Ultra” sono invece le combo più potenti, efficaci e spettacolari su cui potete contare. Eseguirle non sarà semplice, ma lo sarà ancora meno indovinare l’esatto istante in cui sfruttarle. Ci sono alcuni personaggi, come Akuma, che possiedono Ultra in grado di dimezzare letteralmente la barra di energia del nemico, cambiando idealmente le sorti dell’incontro. Padroneggiare questo colpo richiede molta pratica e astuzia, ma l’enorme soddisfazione nel vederle andare a segno e magari chiudere così un combattimento è uno dei piccoli grandi pregi che rendono Street Fighter IV un gioco fantastico.
Le possibilità tattiche offerte dal gameplay sono praticamente infinite. Sarete voi giocatori che farete il lottatore, non il personaggio in sé. Conoscere a menadito ogni peculiarità di Ryu piuttosto che di Abel richiede tempo, dedizione e pratica ma solo così riuscirete a cogliere la vera essenza della serie, qui riproposta in modo sopraffino. Il gioco è anche per questo un titolo dalla longevità straordinaria. Oltre le modalità proposte, che spaziano dal classico arcade ad incontri, al survival fino alle prove tecniche, l’interesse per il gioco è garantito dalla consueta caratterizzazione dei personaggi, che rende ogni incontro un nuovo incontro, da affrontare sempre in modo differente.
Tutto molto bello fino ad ora, ma tutta questa spettacolarità sarebbe vana senza un adeguato sistema di controllo. Qual è quindi la periferica più adatta per dominare un gameplay così particolare? Qui il discorso è semplice: premesso che utilizzare la tastiera è un po’ come giocare a un titolo calcistico con il mouse, si ottengono risultati decenti già con un buon joypad, come quello dell’Xbox 360 per intenderci. Per chi vuole tirare fuori il massimo dal capolavoro Capcom, però, è d’obbligo l’acquisto di uno stick arcade. In commercio ne esistono diversi tipi (anche compatibili Xbox 360 – Pc) a prezzi variabili. Per la recensione è stato utilizzato uno stick di fascia media (costo intorno ai 60 €) che si è rivelato un ottimo compromesso e ha garantito una risposta agli input sempre immediata e convincente. Sta a voi valutare l’eventuale acquisto, ovviamente in base anche al potenziale interesse sul gioco a lungo termine.

A new challenger has entered the ring!
Vi ricordate quando un vostro amico inseriva la moneta da 500 Lire nello stesso cabinato su cui stavate giocando e appariva questo messaggio? Bene, sarete felici di sapere che è stato riproposto, oggi per introdurre uno scontro online. Durante la modalità arcade, infatti, è possibile decidere se essere interrotti in qualunque momento per un match veloce. In pochi secondi verremo trasportati nella stanza di attesa e lo scontro inizi.
Le modalità online diventeranno presto, manco a dirlo, il fulcro del gioco: confrontarsi contro avversari umani, sia in partite classificate che amichevoli, è la vera essenza di Street Fighter IV, così come lo era sui coin-op spalla a spalla. Fortunatamente la qualità del net-code è garantita da un frame rate che, scelta la giusta configurazione per la nostra macchina, non scenderà mai sotto il 60fps.
Le richieste minime in fatto di hardware vanno prese con le pinze, perché occorre possedere un sistema abbastanza aggiornato per godersi il gioco come si deve, però esistono diverse possibilità di personalizzazione. Lavorando su risoluzione, livello di dettaglio di sfondi e personaggi, antialiasing e altri orpelli tecnici si ottiene la giusta (e indispensabile) fluidità anche su configurazioni ben lontane da quella consigliata.
Certo il miglior modo di godersi lo spettacolo è ammirare tutta la pulizia dei modelli di Ryu e soci, lo stile con cui sono pennellati e le straordinarie animazioni: tecnicamente, infatti, il lavoro di Capcom è pregevole e se spinto ad alte risoluzioni supera addirittura ciò che si è visto su Xbox 360 e PS3, davvero un ottimo risultato in tal senso.
Anche sul fronte del sonoro le tradizioni sono state rispettate. Qualche tema nuovo di zecca c’è, ma un orecchio attento riconoscerà di tanto in tanto le melodie di Street Figther 2 ad accompagnare alcuni stage.
Tirando le somme si tratta di un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista, immancabile per tutti gli appassionati della serie e di picchiaduro in generale, straordinario per chiunque cerchi un bel gioco, divertente ed appagante come non mai. Round one… Fight!

Sintesi

L’uscita di un nuovo episodio di Street Fighter su pc è, già di per sé, un evento eccezionale, di quelli che fanno la felicità dei nostalgici e degli appassionati del genere che per anni sono rimasti a bocca asciutta invidiando i possessori di console. Ma tutti dovrebbero correre a comprare Street Fighter IV, perché è un capolavoro, un gioco divertentissimo e appagante, un picchiaduro dal sapore antico reso moderno e attuale grazie a una serie di scelte di design vincenti. Il re è tornato, anche su pc, non lasciatevelo scappare per nessun motivo.

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Race Driver: GRID

Posted on the settembre 29th, 2008 under guida by Miki

il miglior gioco di guida del 2008

Creare un concept originale per un gioco di corse non è di questi tempi un compito facile: ogni aspetto, ogni specialità sono stati ormai sviscerati e riprodotti più e più volte.
In questo contesto non facile, Codemasters ha scelto di proporre un titolo in grado di offrire un’esperienza di guida a 360 gradi, avvolgente, completa e soprattutto votata al divertimento ed alla spensieratezza. Per fare ciò è stato rimesso in pista lo stesso team responsabile dell’ottimo Colin McRae DIRT, che ripropone una versione aggiornata dello stesso motore grafico, e quell’ apprezzato approccio misto arcade/simulazione, condito con una spiccata impostazione cinematografica.
L’esperienza GRID è avvolgente ed immediata sin dall’inserimento del disco: senza passare per menu e configurazioni vi “sveglierete” all’interno di una rombante Dodge Viper, già allineata sulla griglia di partenza di quella che sarà la vostra gara d’iniziazione, pronti ad entrare ufficialmente nel mondo dei piloti freelance.

A day at the races
Erede spirituale dello storico franchise TOCA, GRID offre un ampio ventaglio di specialità raccolte in un’unica modalità carriera: si andrà dalle più classiche gare e prove a tempo su circuito o in città, fino a modalità più particolari come il DRIFT, l’esaltante Destruction Derby, o lo semisconosciuto PRO Touge. Quest’ultimo in particolare si rivela una gradita novità, consistente in una serratissima sfida tra due concorrenti giù per strettissime e tortuose strade di montagna: il contatto è proibito, e porterà ad una penalità in termini di tempo. Anche la modalità Drift è stata curata in modo particolare, e propone circuiti dedicati con curve ad ampio raggio, e bandiere a cui tenersi il più vicino possibile durante le sbandate; concatenare i drift eseguendoli in rapida successione attiverà dei moltiplicatori del punteggio. Oltre alla classica modalità in solo, sarà possibile gareggiare in Drift con altri sette avversari, ottenendo così ulteriori bonus in base al posizionamento sul tracciato.
E’ stata addirittura introdotta la 24 ore di Le Mans, per l’occasione ridotta a 24 minuti, con tanto di avvicendamento giorno-notte.
Oltre alla modalità Carriera, troviamo una classica opzione di gara veloce, che ci permetterà di scegliere velocemente circuito ed avversari per rapide sfide.
Le categorie di auto presenti spaziano dalle Turismo, alle giapponesi da Tuning, alle Muscle Cars americane, per finire con le formula 1000.
Parliamo in tutto di una quarantina di veicoli, forse non tantissimi, ma tutti caratterizzati da un modelli di guida ben differenziati, ognuno con la sua curva d’apprendimento più o meno ripida.
E’ completamente assente qualsivoglia forma di settaggio dei veicoli; per quanto questa scelta possa non piacere agli appassionati di simulazione, GRID punta tutto sull’immediatezza, sull’adrenalina e sul divertimento.

Dalle stalle alle stelle…
Come giovani reclute del mondo delle corse, dovrete inizialmente fare la vita dei mercenari, e correre al soldo delle scuderie a disposizione. Di volta in volta avrete a disposizione tre offerte di scuderie tra cui scegliere, dopo aver valutato attentamente le condizioni. Una volta raggiunta la quantità di denaro necessaria passerete all’apertura del vostro racing team, di cui potrete scegliere nome, colori e numero caratteristici, che andranno automaticamente a personalizzare tutte le auto in vostro possesso. Da qui in avanti avrete accesso alle competizioni ufficiali, opportunamente divise in tre regioni, USA, Europa e Giappone; man mano che procederete nella scalata verso il successo, otterrete punti esperienza utili a sbloccare gare sempre più difficili. Per guadagnare i soldi necessari a mantenervi, oltre ad accumulare i premi in palio per ogni gara, potrete stringere contratti con vari sponsor, i quali saranno da confrontare e valutare attentamente per scegliere sempre le condizioni migliori; man mano che diverrete famosi nel mondo delle corse, vi arriveranno offerte da sponsor più blasonati e generosi. Una volta che vi sarete fatti un nome, potrete selezionare un compagno di scuderia, più o meno abile a seconda della vostra fama; completamente gestito dall’intelligenza artificiale, quest’ultimo correrà sotto la vostra bandiera; avrà naturalmente il suo costo, ma accelererà enormemente il progredire della vostra carriera. Il passare del tempo sarà scandito dale stagioni: al termine di ogni stagione potrete visualizzare la classifica mondiale dei racing team, stilata in base ai guadagni relativi al periodo appena concluso. Essa conta svariate centinaia di posizioni, e scalarla non sarà una cosa da nulla.

The Butterfly Effect
Il modello di guida è frutto di un eccellente mix tra simulazione ed arcade, che accettate le licenze poetiche, vi permetterà di godervi sbandate ben oltre i limiti della fisica e spettacolari incidenti. Per quanto si abbia a volte la sensazione che le macchine corrano su binari, la disattivazione di alcuni aiuti di guida come ABS e controllo della trazione potrebbero portarvi fuori strada più spesso del previsto. Ottima la differenziazione tra le varie categorie di veicoli: gestire il retrotreno esuberante di una Mustang sarà tutta un’altra storia rispetto a portare una giapponese assettata.
Grande attenzione è stata riposta nella creazione di un sistema di replay efficace e dal taglio cinematografico; oltre a rappresentare una gradita aggiunta estetica, esso dà accesso al Flashback, interessante funzione che in seguito ad incidenti letali per il vostro mezzo vi permetterà di riavvolgere gli ultimi secondi di gara, e ripartire da dove desiderate; idea eccellente, dedicata soprattutto agli amanti dell’arcade, poco inclini al ripetere più e più volte la stessa gara. Chiunque non gradisca questa licenza poetica, potrà disattivare il Flashback utilizzando la modalità Pro.

Comparto Tecnico
La confezione con cui DIRT ci si presenta è evidentemente molto curata, a partire dai menu, dinamici e luccicanti. Il motore grafico del fu DIRT vive di nuovo, ripulito e lucidato a dovere, e ci presenta modelli di auto eccellenti e dettagliati, con textures e riflessi convincenti. I circuiti presentano tutti un buon design, ed i più spettacolari sono senza dubbio quelli a sfondo cittadino: dai folli salti di San Francisco a percorrere la Galleria di Milano a tutta velovità, non c’è proprio il rischio di stancarsi.
Il motore gestisce elegantemente anche la fisica, regalandoci spettacolari incidenti con tanto di pezzi di veicoli che schizzano in tutte le direzioni, e rimangono insidiosi sul tracciato.
Tutto questo scorre fluido e veloce, senza rallentamenti, ed intervallato da caricamenti mai troppo lunghi.
Ottime tracce di elettronica accompagneranno le vostre evoluzioni, ed i membri della vostra scuderia vi parleranno sia durante le gare, sia durante la navigazione dei menu: all’inizio coinvolgente, questo dettaglio diventerà alla lunga stancante, poiché le frasi tenderanno a ripetersi un po’ troppo.

Qualora il single player dovesse andarvi stretto, ogni modalità sarà affrontabile anche con avversari in carne ed ossa in multiplayer; ciò aumenta esponenzialmente la longevità del titolo.
La piattaforma online sembra ben avviata, e per quanto abbiamo potuto sprimentare non soffre di rallentamenti né disconnessioni.Assente.

Hardware
Requisiti minimi
Processore: Intel Pentium 4 3.0GHz, AMD Athlon 64 3000+ o equivalente
Scheda Video: NVIDIA GeForce 6800 256MB, ATI Radeon X1300 256MB o equivalente
Memoria RAM: 1024 MB
Spazio richiesto su Hard Disk: 12,5 GB
Sistema Operativo Windows XP/Vista

Requisiti consigliati
Processore: Intel Core 2 Duo @ 2.66Ghz, AMD Athlon64 X2 3800+ o equivalente
Scheda Video: NVIDIA GeForce 8800 Series, ATI Radeon X1950 Series o equivalente
Memoria RAM: 2048 MB
Spazio su Hard Disk: 12,5 GB
Sistema Operativo: Windows XP/Vista

In ultima analisi Race Driver GRID si inserisce efficacemente in quel segmento di mercato a metà strada tra la simulazione pura e l’arcade più selvaggio.
L’ottima resa stilistica e grafica, i menu curatissimi, il modello di guida bilanciato al punto giusto lo rendono immediato, godibile, e sufficientemente impegnativo.
Nonostante la scarsità di veicoli, l’ottima varietà di circuiti e le moltissime modalità penseranno a tenere alto l’interesse molto molto a lungo, e faranno la felicità di tutti quegli aspiranti corridori che desiderano vivere la velocità senza troppe preoccupazioni.